È qui che ha perso la vita la maggior parte delle 50 vittime della tempesta. Le auto si sono presto bloccate. Sono finite fuori strada. Sono state sepolte dalla neve, con temperature capaci di causare sintomi di congelamento dopo 10 minuti all’aperto. Gli occupanti hanno chiamato i soccorsi, ma vigili del fuoco, ambulanze e spalaneve erano a loro volta accerchiati dalla neve. La governatrice dello stato di New York Kathy Hochul ha ammesso a un certo punto che non un solo camion dei pompieri era rimasto operativo durante la tempesta.
«Alcuni sono stati ritrovati nelle auto, alcuni all’esterno, sepolti dalla neve» dice riferendosi ai morti Mark Poloncarz, responsabile della contea dell’Erie, a sud dei Grandi Laghi, dove la tempesta di Natale ha colpito più duro e si è concentrata metà delle vittime. «C’è chi è rimasto bloccato in auto per due giorni». Man mano che si continuerà a spalare, prevede Poloncarz, il bilancio salirà. «Sembra una zona di guerra» dice Hochul riferendosi alla parte nord-occidentale dello stato di New York, quella più vicina ai Grandi Laghi, che hanno caricato di umidità le correnti fredde violentissime provenienti dall’Artico.
«All’origine di questa tempesta c’è in realtà un’anomalia di caldo al Polo Nord» spiega Giulio Betti, meteorologo e climatologo del Cnr, del Consorzio Lamma di Firenze e di Ampro (Associazione meteorologi professionisti). «È stato proprio un potente anticiclone, cioè una situazione di bel tempo, sull’Artico a causare questa tempesta, eccezionale per intensità, ma che durerà poco e lascerà il campo nei prossimi giorni a temperature anche di 40 gradi superiori alle odierne». Da —20 si tornerà a +20. Perché? «Gli anticicloni nell’Artico per loro natura fanno sfuggire delle propaggini di aria gelida verso sud» prosegue Betti. «In Europa ce ne accorgiamo meno, perché siamo avvolti dall’Atlantico e dal Mediterraneo caldi, e diverse catene montuose ci riparano dai venti settentrionali. Ma per il Nordamerica sono situazioni ricorrenti».
Quest’anno la tempesta di Natale è stata particolarmente intensa: Buffalo non ricordava una nevicata simile dal 1977. È impossibile attribuire con certezza la tempesta di Natale alla crisi climatica «ma già da oggi il clima tornerà più caldo in Nordamerica e l’inverno continuerà a essere più mite del normale» prevede il meteorologo. Il 2022 si sta per classificare come uno degli anni più caldi di sempre nonostante i —59 di Elk Park, nel Montana, all’alba di giovedì. Lo stesso giorno a Florida City il termometro segnava 27 gradi.
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