“Ricordatevi chi hanno ammazzato per primi. Non ammazzavano per via della razza, ma gente che consideravano difettosa mentalmente. Poi presero quella decisione”, è tornata alla carica la Goldberg con il domenicale britannico che l’aveva intervistata in vista dell’uscita del nuovo film ‘Till’. E al giornalista che le obiettava che “i nazisti misuravano la testa e il naso degli ebrei per dimostrare che erano di una razza distinta”, l’attrice afro-americana ha replicato che “lo facevano anche con i neri. Ma questo non cambia il fatto che non puoi individuare un ebreo per strada. Puoi individuare me, ma non loro. Questo è quanto volevo dire”.
Sono passate poche ore dalla pubblicazione dell’intervista e Whoopi è stata costretta a fare mea culpa: “Non ho mai voluto che si pensasse che raddoppiavo commenti offensivi, soprattutto dopo aver parlato con rabbini e vecchi amici che mi hanno fatto capire”, ha detto la prima donna e la prima persona di colore ad aver condotto gli Oscar, ammettendo di “avere ancora molto da imparare” ma sottolineando che “il suo sostegno per la comunità ebraica non ha mai vacillato e non vacillerà mai”.
Dopo la gaffe di gennaio la Abc aveva sospeso Goldberg per due settimane dal panel di ‘The View’, un popolare programma della mattina e anche allora l’attrice si era scusata nell’arco di poche ore. Whoopi non è la sola celebrità che negli ultimi mesi è finita alla gogna per affermazioni antistoriche e in odore di anti-semitismo: tra queste il rapper e ex impresario della moda Kanye West e la star dei Brooklyn Nets, Kyrie Irving.
‘Till’, il prossimo film dell’attrice, racconta la storia di Emmett Till, un ragazzino afro-americano di 14 anni rapito e ucciso nel 1955 da due bianchi in Mississippi. La Goldberg, che figura anche tra i produttori, ha la parte di Alma Carthan, la nonna del teenager ucciso.