Luiz Inacio Lula da Silva
Nel suo primo discorso da presidente, Lula ha celebrato la “vittoria della democrazia” che gli ha permesso di vincere le elezioni di ottobre, nonostante le “minacce” dell’estrema destra che ancora non accetta il suo trionfo. “Se siamo qui, è grazie alla coscienza politica della società brasiliana”, ha detto al Parlamento dopo il giuramento.
“E’ stata la democrazia la grande vincitrice”, che ha “superato” le “minacce più violente alla libertà di voto”, ha detto, riferendosi alla campagna contro il sistema di voto scatenata dall’ormai ex presidente Jair Bolsonaro, che ha sconfitto nelle elezioni di ottobre.
Lula ha affermato che durante il processo elettorale ha dovuto affrontare anche “la più abietta campagna di menzogne”. Ha anche sottolineato che il suo insediamento pone “fine all’autoritarismo” e ha chiesto, tra gli applausi della maggioranza dei legislatori, “democrazia per sempre”.
In parlamento erano presenti le delegazioni di circa 50 Paesi e l’intero corpo diplomatico accreditato nel Paese. Tra i partecipanti figurano il re di Spagna, Felipe IV, e i presidenti di Argentina, Alberto Fernandez; Bolivia, Luis Arce; Colombia, Gustavo Petro; Cile, Gabriel Boric; Paraguay, Mario Abdo Benitez; Uruguay, Luis Lacalle Pou; Portogallo, Marcelo Rebelo de Sousa; e Germania, Frank-Walter Steinmeier.
Le cerimonie ufficiali si concluderanno con un ricevimento offerto da Lula alle delegazioni straniere presso il Palazzo Itamaraty, sede del Ministero degli Esteri, vicino alle sedi del Parlamento e del Governo. In concomitanza con il ricevimento, avrà inizio il cosiddetto Festival del futuro, un concerto che riunirà una cinquantina di artisti popolari e il cui sipario dovrebbe calare nelle prime ore di lunedì.
Insediamento di Luís Inácio Lula da Silva come nuovo presidente a Brasilia, Brasile
Prima della cerimonia di insediamento, a Brasilia, un uomo in possesso di un coltello e di un ordigno esplosivo è stato arrestato mentre tentava di entrare nella Spianata dei Ministeri. A renderlo noto è stata la polizia militare di Brasilia, dove è stata allestita un’imponente operazione di sicurezza per l’insediamento. La notizia è stata confermata all’agenzia Reuters da Alan Campos, della polizia militare della capitale brasiliana.
Insediamento di Luíz Inácio Lula da Silva come nuovo presidente a Brasilia, Brasile
Luiz Inácio Lula da Silva si è insediato alla presidenza del Brasile tra imponenti misure di sicurezza, in un Paese diviso. Prima e dopo le celebrazioni ufficiali – alle quali, fatto inedito, è assente il suo predecessore Jair Bolsonaro, con cui non c’è stato il passaggio di consegne – sono previsti festeggiamenti popolari che vedranno la partecipazione di centinaia di migliaia di persone nella capitale brasiliana.
Lula diventa presidente per la terza volta, a vent’anni dall’inizio del suo primo mandato. Vincitore delle presidenziali di ottobre, fino a tre anni fa, colui che Barack Obama definì “il presidente più popolare del mondo”, scontava in una cella brasiliana una condanna a 12 anni per corruzione. Poi il voto, con la vittoria al primo turno delle elezioni presidenziali e la conferma al ballottaggio, ha completato il riscatto politico dell’icona della sinistra latino americana dopo la scarcerazione nel 2019, dopo 580 giorni di detenzione, e l’annullamento delle condanna della Corte Suprema nel 2021.
Luiz Inacio Lula da Silva
Presidente già per due mandati tra il 2003 e il 2011, l’anziano leader del Partido dos Trabalhadores nella sua campagna elettorale ha fatto perno molto sulla nostalgia per la prosperità e l’enorme crescita economia, favorita anche da fattori congiunturali come il boom dei prezzi delle materie prime esportate dal Brasile, vissuti durante la sua presidenza.
Lula ha sconfitto il presidente di estrema destra Jair Bolsonaro nel voto del 30 ottobre con meno di 2 punti percentuali. Per mesi Bolsonaro ha seminato dubbi sull’affidabilità del voto elettronico del Brasile e i suoi fedeli sostenitori sono stati restii ad accettare la sconfitta. Da allora molti si sono radunati fuori dalle caserme militari, mettendo in discussione i risultati e chiedendo alle forze armate di impedire a Lula di assumere l’incarico. Lula ha fatto della sua missione guarire la nazione divisa. Ma dovrà farlo navigando in condizioni economiche più difficili di quelle di cui ha goduto nei suoi primi due mandati.
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