Intanto il presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa, ha annunciato che l’istituzione parlamentare si costituirà parte civile nel processo a carico dei tre: “Ho deciso, con il conforto unanime dell’ufficio di presidenza, di costituirci parte civile contro gli autori di questo gesto. A noi non interessano modifiche normative, non vogliamo pene esemplari o reati specifici; semmai nella discrezionalità, nell’ambito dei magistrati, un atteggiamento consapevole dell’importanza dei palazzi delle istituzioni. Ma è nostra facoltà e diritto costituirci parte civile, per richiedere ristori dei danni materiali e morali e questo il Senato lo farà contro coloro che si sono macchiati di questo gesto fuori luogo e che non aiuta la causa dell’ambiente, anzi va nella direzione opposta, assimilandola a episodi di puro teppismo“.
I tre attivisti di Ultima Generazione, che hanno imbrattato ieri la facciata di Palazzo Madama, erano già stati denunciati per i blocchi stradali sul Grande Raccordo Anulare compiuti nelle settimane scorse. La ragazza, inoltre, aveva partecipato anche all’azione dimostrativa contro un quadro di Van Gogh esposto a palazzo Bonaparte. Per il blitz al Senato altre due persone sono state denunciate. Durante l’udienza di convalida di questa mattina a piazzale Clodio, i tre giovani hanno ammesso i fatti rivendicandoli come un’azione dimostrativa.
”Dopo aver visto il disastro della Marmolada ho paura per il nostro futuro – ha detto uno dei tre giovani arrestati in udienza- Ho aderito a Ultima Generazione perché propone un cambiamento, in particolare di fermare le emissioni di gas e puntare sulle energie rinnovabili”.
Ora i tre attivisti, difesi dall’avvocato Ilaria Salamandra, torneranno in aula a maggio, e in quell’occasione decideranno se ricorrere al rito ordinario o chiedere riti alternativi.