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Più giovane (età media 46 anni alla Camera e 50 al Senato), più inclusivo (record di Latinos, primo senatore nativo in quasi due decenni) ma anche più diviso. Il nuovo Congresso Usa, il 118/mo, si è insediato oggi con la tradizionale cerimonia di giuramento, il benvenuto alle matricole e il primo nodo da affrontare dopo l’era dell’iconica
Nancy Pelosi, riaccolta, in veste di semplice deputata, con una standing ovation bipartisan: la nomina del suo successore, dopo che il Grand Old party ha riconquistato la Camera a Midterm con una maggioranza risicata (222 a 212, un seggio è vacante), mentre i dem hanno mantenuto il Senato con uno scranno in più.

Ma alla votazione per lo speaker, terza carica dello Stato, i repubblicani si sono presentati divisi, con un gruppo di deputati dell’ala più radicale e trumpiana deciso a sbarrare la strada al 57enne californiano Kevin McCarthy. Cinque gli irriducibili ‘No Kevin’, che lo accusano di non essere abbastanza conservatore o che hanno attriti personali con lui: quanto basta per impedire il quorum di 218 voti, dato che i 212 dem hanno sostenuto compatti il loro candidato di bandiera Hakim Jeffries, primo leader afroamericano alla House. I cinque hanno votato per il rivale ultraconservatore dell’Arizona Andy Biggs, sostenuto poi da altrettanti colleghi di partito, mentre 9 hanno
votato altri candidati: un pacchetto di 19 voti  che è mancato anche nella seconda votazione e che è salito a 20 nella terza, dove la fronda si è coalizzata sul ‘falco’ Jim Jordan.

La mancata elezione al primo colpo – seguita da altri due flop – è un fallimento imbarazzante e umiliante, che preoccupa anche i donatori del partito: è successo solo 14 volte nella storia repubblicana, di cui 13 prima della Guerra Civile e l’ultima nel 1923, quando furono necessari nove scrutini per rieleggere il repubblicano Frederick Gillett. All’epoca Gillett incontrò l’opposizione dell’ala sinistra del partito. Ora è il contrario.

La matematica ha costretto McCarthy a manovrare con prudenza ma anche con ambiguità, per non alienarsi nessuno. Compreso George Santos, il neodeputato di New York travolto dalle accuse di aver falsificato il suo curriculum ed ora sotto inchiesta anche in Brasile per frode dopo il furto di un libretto di assegni. Numerose le concessioni già fatte alla pattuglia di destra, ma per ora non è bastato: restituire gli incarichi in commissione a Marjorie Taylor Greene e Paul Gosar (revocati dai dem perché avevano abbracciato una retorica violenta), ridurre a cinque il numero di deputati che possono chiedere la sfiducia dello speaker, lanciare indagini sul caotico ritiro dall’Afghanistan, sulla crisi dei migranti al confine col Messico (con possibile impeachment del ministro degli interni), sulla gestione della pandemia (con Anthony Fauci nel mirino) e sugli affari di Hunter Biden, il figlio del presidente.

Secondo alcuni media, avrebbe dato disco verde anche ad una commissione che indaghi sul “governo armato”, ossia l’uso come arma dell’Fbi, del dipartimento di giustizia (ad esempio contro Trump), dell’Irs (il fisco). Tutte inchieste che rischiano di paralizzare l’agenda dem e di ostacolare l’attesa ricandidatura di Joe Biden, ora costretto ad accordi bipartisan, anche se in campagna potrà sempre scaricare la colpa sugli avversari in caso di paralisi legislativa. Comunque vada (intanto crescono le quotazioni come candidato alternativo del deputato italo-americano Steve Scalise), il manipolo di deputati trumpiani ha già vinto, assicurandosi con la loro prova di forza un’accresciuta visibilità, potere di interdizione e di condizionamento sull’agenda legislativa e investigativa del partito.

McCarthy rischia di restare ostaggio di questa fronda, sotto la continua minaccia di rivolta: lo stesso scenario che portò alle premature dimissioni dei due precedenti speaker Gop, John Boehner e Paul Ryan. E il partito rischia di vedere rafforzata quell’immagine di estremismo che ha danneggiato i repubblicani a Midterm, specialmente negli swing state che decideranno le prossime presidenziali: Michigan, Pennsylvania, Wisconsin, Georgia e Arizona.

Kevin McCarthy ha perso anche nella terza votazione per la carica di speaker della Camera. I numeri peggiorano per lui: compatti i 212 dem sul loro leader Hakim Jeffries, mentre McCarthy ha perso un ulteriore voto fermandosi a quota 202, con 20 preferenze al ‘falco’ Jim Jordan (che pero’ lo appoggia). I voti contro nelle precedenti votazioni erano 19. Crescono intanto le quotazioni, come candidato alternativo, del deputato italo-americano Steve Scalise.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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