(di Mauretta Capuano)
(ANSA) – ROMA, 04 GEN – VALTER ESPOSITO, ‘IL CAPOLINEA’
(CLEUP EDIZIONI, PP. 122, EURO 15)
Un giornalista e scrittore in pensione alle prese con un
blocco creativo, che è arrivato il momento di superare e con una
donna misteriosa. Le avventure di Giorgio Angeli raccontate nel
romanzo ‘Il capolinea’ (Cleup) segnano il ritorno alla narrativa
di Valter Esposito che negli ultimi anni si è dedicato alla
poesia.
Veneziano, già autore di una trilogia noir e di libri di
sport tra i quali ‘Francesco De Piccoli. Storia di una medaglia
d’oro’, Esposito, questa volta non scrive un vero e proprio
giallo, ma ci conduce, con un impianto originale, alla soluzione
di due casi: uno rimasto in sospeso e l’altro enigmatico. Nella
storia fa confluire, come scrive nella prefazione il giornalista
Edoardo Pittalis, “ogni sua passione: la scrittura, la poesia,
il cinema, la cucina”. Grande protagonista è anche e soprattutto
Venezia con i suoi campi, ponti, calli, palazzi e gallerie
d’arte e con le sue specialità culinarie descritte nei dettagli
come i risi e bisi (riso e piselli) secondo la ricetta di Arrigo
Cipriani e i tramezzini. O come la statua di Nicolò Tommaseo, in
campo Santo Stefano, “ribattezzata dagli studenti locali ‘el
cagalibri’, per la pila di volumi posti proprio dietro il suo
sedere” o i riferimenti ai dipinti di Lorenzo Lotto, in
particolare il ‘Ritratto del giovane gentiluomo’.
Ma non manca un viaggetto a Bari e un altro a Roma.
Angeli, che sta con Sandra, ma è indeciso sul matrimonio,
riprende in mano il libro che aveva cominciato 10 anni prima,
finito in un cassetto per la morte della madre che ora gli
appare in sogno e lo invita a proseguire. I fili del suo romanzo
incompiuto, ispirato a una vicenda realmente accaduta, tra
vendette, una ragazzina morta tra le onde, un venditore di rose
che era stato in diverse cliniche psichiatriche, si ricompongono
quando il giornalista detective riesce a incontrare a Roma il
questore in pensione che allora aveva seguito i fatti. Ma a
tormentare il presente di Angeli è la donna misteriosa,
incontrata per caso in campo Santo Stefano con il suo cane nero
con una macchia bianca sul muso, che abita nel palazzo di fronte
al suo e gira nuda per casa riservando una sorpresa tra le cosce
tanto che Angeli si chiede se sia un’ermafrodita o un
transessuale. Indagare su di lei diventa inevitabile, fino alla
sorpresa finale.
Altra grande protagonista è la poesia che si inserisce nel
racconto e ci riporta alla grande passione di Esposito – per
diversi anni collaboratore de ‘La Gazzetta dello sport’ e dal
1985 del quotidiano ‘La Nuova di Venezia e Mestre’- che come
il protagonista della storia ha lasciato questo romanzo in un
cassetto per diversi anni, dopo la morte della madre, ma
assicura “non è autobiografico” anche se come sempre in tutte le
storie c’è qualcosa di chi le scrive. (ANSA).