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Kevin McCarthy è stato eletto speaker della Camera Usa dopo 15 votazioni con un finale degno dello psicodramma che si è consumato in questi cinque giorni nel tempio della democrazia americana e con Donald Trump, che sembrava aver perso la sua presa sul Grand old party, che è tornato protagonista svolgendo un ruolo determinante per la vittoria del repubblicano.

Un successo arrivato a sorpresa, alla fine di una giornata che era partita bene per McCarthy ma che improvvisamente ha preso tutta un’altra piega alla fine della 14esima votazione quando gli mancavano solo due voti alla vittoria. L’arcinemico Matt Gaentz, che nelle ore precedenti si era detto ottimista sulla possibilità di un accordo ironizzando persino sul fatto che i ribelli non “avevano più nulla da chiedere” al candidato speaker, ha deciso di astenersi. Una mossa inaspettata che ha irritato McCarthy. Per la prima volta dall’inizio della votazione più lunga della storia della Camera americana – era dal 1923 che uno speaker non veniva eletto il primo giorno e dal 1859, da prima della guerra civile, che non si verificano così tante votazioni – il repubblicano ha mostrato tutta la sua frustrazione. Si è alzato in piedi ed ha affrontato l’avversario. Tra i due c’è stato un duro scambio di battute, al limite del confronto fisico fino a quando non sono intervenuti altri colleghi di partito. A quel punto, quando sembrava che la seduta dovesse essere aggiornata a lunedì, l’ennesimo colpo di scena. Trump ha telefonato a Gaentz e ad un altro dissidente, Andy Biggs, che aveva votato per un terzo candidato alla 14esima chiama, per convincerli a dare la loro preferenza al ‘suo’ candidato. La pressione dell’ex presidente non ha tuttavia funzionato sul leader dei ribelli, che si è astenuto anche all’ultimo voto, ma senza il voto contrario di Biggs, che si è pure astenuto assieme ad altri quattro dissidenti, McCarthy l’ha spuntata ottenendo i 216 voti necessari. “Finally!, Finalmente!”, ha esclamato il californiano quando la commessa della Camera ha letto il risultato del voto.

Il neo-speaker della Camera Usa Kevin McCarthy ha iniziato il suo primo discorso con una battuta sui 15 voti serviti ad eleggerlo: “E’ stato facile, eh? Non pensavo saremmo mai arrivati quassù”. Lo scrive la Cnn. Il repubblicano ha poi detto che la Camera lavorerà per far vincere agli Usa la competizione economica con la Cina, per la quale ha usato il termine ‘Partito comunista cinese’. “Ci occuperemo delle sfide a lungo termine dell’America, il debito e l’ascesa del Partito comunista cinese… creeremo una commissione bipartisan per stabilire come riportare qui le centinaia di migliaia di posti di lavoro finiti in Cina”.

McCarthy, rivolgendosi ai colleghi, ha sottolineato che “ora comincia il lavoro più difficile. Quel che facciamo qui oggi, la prossima settimana, il mese prossimo, il prossimo anno, darà il tono a tutto ciò che seguirà”. Affermando di voler parlare “direttamente al popolo americano”, McCarthy ha detto che “come speaker della Camera, la mia responsabilità finale non è verso il mio partito, il suo direttivo, o persino il nostro Congresso. La mia responsabilità, la nostra responsabilità, è verso il nostro Paese”.

Evidentemente, oltre al tycoon, hanno pesato le tante concessioni che il neo speaker ha fatto alla fronda dei dissidenti, indebolendo di fatto il suo ruolo di leader della House e consegnandosi per i prossimi due anni nelle mani degli ultraconservatori. Secondo quanto è trapelato sui media americani, i ribelli hanno ottenuto che un singolo deputato possa chiedere un voto di sfiducia per cacciare lo speaker; che il Freedom Caucus, l’ala destra del partito, ottenga un terzo dei membri della potente Rules Committee, la commissione che controlla quali leggi arrivano in aula e in che forma; che si possa votare sulla proposta di limiti di mandato e sulla legge per la sicurezza dei confini. Il californiano ha promesso inoltre che il suo comitato elettorale non si intrometterà in primarie considerate ‘sicure’. Concessioni che, tutte insieme, non fanno altro che indebolire il ruolo dello speaker. ‘Last but not least’, la promessa che avrebbe sbloccato il risultato: un taglio alle spese per la difesa da 75 miliardi di dollari promesso da McCarthy proprio nel giorno in cui il presidente americano Joe Biden ha annunciato un nuovo ingente pacchetto di armi da 3 miliardi di dollari all’Ucraina.

Una mossa che se ha accontentato i ribelli del Grand old party rischia di irritare i falchi all’interno del partito che invece sostengono la necessità di aumentare il budget per la difesa in chiave anti-Russia e anti-Cina. Quello che è certo è che il drammatico cammino che ha portato all’elezione di McCarthy è indicativo che la gestione della Camera per i prossimi due anni sarà molto complicata e che la fronde degli ultraconservatori peserà più di quanto parte del partito repubblicano potesse immaginare.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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