82′ – Sampdoria-NAPOLI 0-2, rigore di Elmas. Audero spiazzato, palla sotto la traversa, Elmas freddo dagli 11 metri.
20′ – Sampdoria-NAPOLI 0-1, rete di Osimhen
Lazio e Empoli hanno pareggiato 2-2. Spezia e Lecce 0-0
LA LAZIO SPRECA, EMPOLI RIMONTA DUE GOL
Serviva un segnale, in casa Lazio, dopo che la brutta sconfitta contro il Lecce aveva reso amaro l’avvio di 2023. Serviva anche un tributo a Sinisa Mihajlovic – scomparso prima di Natale e icona della Lazio dello scudetto – la cui gigantografia campeggiava all’Olimpico. Contro l’Empoli non è arrivato né il segnale né il tributo: a 24 ore dal 123esimo anniversario della fondazione del club biancoceleste, gli uomini di Sarri subiscono la rimonta dell’Empoli e continuano a non trovare la vittoria in campionato che ora manca dall’ultimo appuntamento all’Olimpico prima della sosta per il Mondiale (10 novembre, Luka Romero match winner contro il Monza). Sarri, grande ex di giornata avendo condotto l’Empoli in Serie A nel 2014 e alla salvezza nel 2015, mette in campo i titolari, dando fiducia a quel Luis Alberto che alcuni vedrebbero lontano dalla Capitale, in Spagna. Il Mago è nelle sue giornate di luce, e gli basta un minuto e mezzo per trovare l’assist, su calcio d’angolo: Felipe Anderson spizza di testa, deviazione di Caputo e Vicario battuto. La Lazio mette sotto i toscani, schiacciati nella propria trequarti e intimoriti dalle folate offensive dei padroni di casa: Lazzari dopo un corner conquistato da Immobile spara alto da fuori area, e un minuto dopo lo stesso Ciro scalda il destro (finito sopra la traversa). I toscani non si fanno mai vedere in attacco, mentre la Lazio attacca in continuazione, pur senza grande precisione. Prima della ripresa, Lazzari viene ammonito: era diffidato, salterà la trasferta col Sassuolo. Sarri aveva chiesto continuità evitando quei vuoti di concentrazione che in passato hanno fatto male alla Lazio, e la squadra gli dà ascolto con un approccio migliore (pressing alto, passaggi in verticale), che dopo nove minuti di secondo tempo portano al raddoppio di Zaccagni (scavetto in mischia, con Luis Alberto ancora ispiratore). La partita pare non avere più storia, Milinkovic fa tremare il palo con una sassata dalla distanza ma poi Zanetti rinvigorisce il suo centrocampo con gli innesti dalla panchina e Caputo in contropiede accorcia all’82, spaventando i tifosi laziali. Gli spettri del passato affiorano e il disastro si completa nell’ultimo dei quattro minuti di recupero, quando Marin da fuori area trafigge Provedel: finisce 2-2 con i toscani capaci di rimontare due gol e la Lazio che, dopo lo scivolone con il Lecce, butta via due punti preziosi nella corsa verso gli obiettivi di stagione.
SPEZIA-LECCE, PARI RICCO DI EMOZIONI NELLA BUFERA
Spezia e Lecce si spartiscono la posta e muovono la classifica in zona salvezza. Partita contraddistinta da un meteo inclemente, con pioggia e vento che si sono abbattuti sullo stadio Picco per oltre un’ora di gioco, rendendola piena di errori. Ma ricca di brividi per entrambi gli schieramenti con parate, occasioni fallite e traverse, due quelle colpite dal Lecce nella stessa azione. Inizio molto convinto del Lecce, che pressa alto sulla difesa a tre dei padroni di casa. Al 5′ il primo intervento di Dragowski, recuperato in tempo record. Dall’altra parte è asfissiante la marcatura di Umitit su Nzola, che non riesce a far salire i suoi. Allora sono ancora i salentini a corteggiare il gol con quella che rimarrà la migliore occasione di tutta la partita, una doppia traversa sulla stessa azione da calcio d’angolo (14′). Prima Blin e poi Gonzalez cercano la precisione ma vengono fermati dal legno. L’episodio scuote lo Spezia e, mentre inizia a cadere la pioggia, i bianchi prendono campo. Reca e Bastoni si presentano al cross da sinistra, ma è Bourabia da quel lato a sfornare il suggerimento buono per Nzola (24′), che di testa sfiora la traversa. Al 35′ si rivede il Lecce in avanti con un tiro di Di Francesco messo in angolo da Dragowski, poi è Bourabia allo scadere di tempo a provare dal limite mandando in curva. Al ritorno in campo la partita si fa più frenetica, benché sostanzialmente corretta (un solo ammonito finale). Le squadre sono lunghe e la palla veloce a causa della pioggia che orma scende abbondante da parecchi minuti premiano i lanci lunghi. Su uno di questi Nzola, dopo aver evitato la marcatura di Umtiti, obbliga Falcone (48′) alla parata decisiva. Cinque minuti dopo Strefezza fa lo stesso con Dragowski scegliendo la potenza e trovando i pugni del polacco. Tanti errori nel controllo della palla rendono la partita farraginosa e le azioni estemporanee. Entrambi gli allenatore cercano allora dalla panchina maggiore velocità: Gotti sceglie Agudelo, Baroni, Banda che poi ricostruisce tutto il tridente d’attacco con Oudin e Ceesay ad un quarto d’ora dalla fine. Il protagonista però rimane il meteo, con pioggia e vento che spazzano il Picco e i suoi settemila spettatori. Nel finale è il Lecce a provarci con più convinzione, andando vicino alla deviazione decisiva con Banda, rapido a anticipare Holm in area piccola ma senza trovare il pallone. Pareggio che porta la striscia di risultati utili consecutivi dello Spezia a quattro e del Lecce a cinque, a distanza di sicurezza dal terzultimo posto.