Secondo le previsioni della Nasa il satellite Erbs (Earth Radiation Budget Satellite), del peso di quasi due tonnellate e mezzo, dovrebbe essere quasi completamente distrutto nell’impatto con l’atmosfera, ma alcuni frammenti potrebbero comunque arrivare a terra. Per l’agenzia spaziale americana “il rischio che qualcuno venga colpito è calcolato in 1 su 9.400”.
Lanciato nel 1984 con lo shuttle Challenger, il satellite Erbs era stato progettato per funzionare due anni, ma la sua vita operativa è stata molto più lunga. Per 21 anni, infatti, i suoi strumenti hanno raccoto dati su atmosfera e clima, misurando i livelli di ozono, vapore acqueo e aerosol. Erbs ha smesso di funzionare nel 2005, diventando uno degli ormai numerosissimi detriti spaziali nell’orbita terrestre.
Il frammento appartiene invece al razzo Delta 2 che era stato lanciato il 21 novembre 2000 dalla base californiana di Vandenberg; aveva portato in orbita il satellite scientifico per l’osservazione della Terra Eo1 (Earth Observing-1) della Nasa, il satellite argentino Sc-C (Satelite de Aplicanciones Cientificas-C) e il nanosatellite svedese Munin.
Si tratta solo dei più recenti di una lunga serie di oggetti in caduta incontrollata dallo spazio: un fenomeno ormai diventato molto comune, tanto che gli esperti stimano che episodi simili si verifichino ogni uno o due giorni. Fra i casi più eclatanti, il più recente è stato lo stadio centrale del razzo cinese Lunga Marcia 5B da 25 tonnellate utilizzato per portare in orbita i nuovi moduli della stazione spaziale cinese in costruzione. E’ stata la quarta volta per il lanciatore cinese, dopo i rientri incontrollati avvenuti a maggio 2020, a maggio 2021 e a luglio 2022. I frammenti degli ultimi due erano fortunatamente caduti nell’oceano Pacifico, ma nel maggio 2020 erano finiti su un villaggio della Costa d’Avorio.