“Nel pomeriggio di oggi il ministero (degli Interni, ndr) – riferisce la sindaca – comunicherà alla Prefettura quali sono i centri di accoglienza a cui sono destinati i migranti che sbarcheranno ad Ancona, questo per gli adulti”; “per i minori non accompagnati”, in tutto “sono 28” complessivamente sulle due navi, “che hanno affrontato questa tragedia da soli, senza genitori o adulti di riferimento, la Prefettura ha approntato un centro di prima accoglienza temporaneo in provincia di Ancona, e nelle prossime settimane e nei prossimi mesi saranno, redistribuiti nelle diverse comunità per minori convenzionate con i servizi di accoglienza e appositamente dedicate”.
“Voglio darvi le informazioni essenziali e corrette sulla vicenda – chiarisce Mancinelli -, su quello che avverrà in città, per evitare, per quanto possibile, preoccupazioni ingiustificate ed il chiacchiericcio strumentale”. “Questa singola vicenda al porto di Ancona non presenta particolari specifiche criticità – puntualizza -, semmai è l’intero sistema di accoglienza che presenta criticità che vanno affrontate: le presentava anche prima, anche con i precedenti governi e continua a presentarle anche con questo governo. Il tema è serio e complicato e va affrontato nelle sedi istituzionali, – auspica – evitando però di usarlo da parte di tutti per propaganda politica a buon mercato. Noi a questa non ci presteremo, mentre daremo tutto il nostro contributo perché le cose funzionino al meglio”.
Mancinelli rende anche noto che i 110 migranti in arrivo a bordo della Ocean Viking (37 di cui 12 minori) e della Geo Barents (73 di cui 16 minori) dopo essere passate nel punto di prima accoglienza allestito nella banchina 22 “per la visita medica, i generi di conforto e l’identificazione, poi saliranno sui pullman, sempre a cura del Ministero degli Interni e della Prefettura per essere portati nei centri di accoglienza decisi dal Ministero degli Interni” e precisa che “non c’è coincidenza tra luogo di sbarco e quello d’accoglienza: ad esempio alcuni di quelli sbarcati a Livorno qualche settimana fa il Ministero li ha destinati proprio a centri di accoglienza in provincia di Ancona”.
Tornando sui migranti minorenni non accompagnati, aggiunge Mancinelli, “E’ evidente che vicende come queste suscitano apprensione, ansia e anche partecipazione emotiva, se pensiamo a ragazzini di 14-16 anni che affrontano queste vicende drammatiche da soli, sono evidentemente elementi che coinvolgono anche sul piano emotivo. Quello che dobbiamo fare in primo luogo è garantire i servizi essenziali e questo lo si sta facendo e diverse istituzioni lo stanno facendo”.