“L’improvvisazione è un atto collaborativo” fa sapere il gruppo in una nota. Sulle note della performance dal vivo della band Ceramic Dog di Marc Ribot e una colonna sonora creata per l’occasione si sviluppa il guardaroba maschile. A fare da fil rouge alla collezione il Crystal GG, nuova interpretazione del tessuto monogramma in canvas creato negli anni ’70, spalmato sulle tute, borse e calzature oversize.
Il nuovo corso è qui e ora. E passa anche per le silhouette anni Settanta, per i capispalla over, le canotte e i
cappellini, mentre i capi da motociclista rendono omaggio a pezzi d’archivio dei primi anni 2000 o si abbinano con i soprabiti dal taglio scultoreo. Ispirati alla stessa epoca, pantaloni denim scoloriti come se fossero stati lavati con carburante e abbelliti con il logo utilizzato da Gucci in occasione dell’apertura del negozio di New York nel 1953. C’è un filo dell’androginia alla Michele maniera che passa per le gonne pantalone dal taglio morbido o i maglioni con i loghi glitterati fino ai foulard vintage che decorano borse e
pantaloni in denim.
Dall’archivio la chiusura a pistone disegnata da Tom Ford per Gucci, che caratterizzano la reinterpretazione della borsa Jackie. Le custodie per abiti sono indossate come borse a tracolla, il mocassino con morsetto è rivisitato.
Il percorso sembra tracciato, la prima prova senza Michele agli addetti ai lavori sembra più un rito di transizione in attesa del passaggio di testimone, che non un vero e proprio nuovo capitolo, con la nomina del prossimo direttore creativo attesa a breve.
I nomi che si fanno da settimane sono molti. C’è chi si è lasciato prendere un po’ troppo dal revival Anni 90-2000 e spera in un ritorno di Tom Ford, libero dagli incarichi stilistici ora che ha venduto il suo brand al gruppo Estée Lauder, chi addirittura presagisce un ritorno di Frida Giannini, altri vorrebbero al timone una Maria Grazia Chiuri o un J.W. Anderson nonostante entrambi se la passino ancora piuttosto bene rispettivamente da Dior e Loewe. È emerso anche il nome di Simon Porte Jacquemus, a capo dell’eponimo brand francese e quello di Pheobe Philo, direttrice creativa di Céline.
Secondo le previsioni di Ubs, gli utili di Kering (il prossimo 15 febbraio) diminuiranno dell’11%. Questo perché le rigide restrizioni del COVID-19 hanno pesato sugli affari in Cina. Ma secondo alcuni analisti “a peggiorare le prospettive” potrebbe contribuire anche il fatto che non arrivi il tanto atteso nome del direttore creativo di Gucci.
François-Henri Pinault, patron di Kering, il colosso del lusso che detiene il marchio, interpellato dai cronisti non ha rilasciato alcuna anticipazione e spostando l’attenzione sulla sfilata si è limitato a un laconico ‘I liked it’.
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