La vittoria nella 14/a tappa è andata al francese Guerlain Chicherit (Prodrive), molto lontano in una classifica generale in cui Loeb si è piazzato secondo per la terza volta dopo le edizioni 2017 su Peugeot e 2022 già su Prodrive. Il francese – che ha subito reso omaggio al vincitore “ha fatto un’ottima gara e nessun errore” – ha comunque segnato la storia della Dakar in questa edizione, strappando sei vittorie di tappa consecutive, un record per la mitica corsa e per il pilota nove volte campione del mondo rally. Bis dell’argentino Benavides tra le moto, dopo 15 giorni di feroce battaglia nella regina delle categorie. Il 34enne, già vincitore nel 2021, ha preceduto l’australiano Toby Price (Ktm), mentre al terzo posto, ma molto più staccato, si è classificato il pilota Usa Skyler Howes (Husqvarna). In un’edizione particolarmente tirata – segnata dall’abbandono del detentore del titolo, il britannico Sam Sunderland, per una brutta caduta nella prima tappa del 1 gennaio -, Benavides era secondo in classifica per 12 secondi al via dell’ultima tappa ma si è imposto nella speciali di 136 km tra Al-Hofuf e Damman e ha preso 55 secondi a Price, scavalcandolo in extremis. Dopo quasi 45 ore di corsa e più di 8.000 km percorsi, Benavides si è imposto per soli 43 secondi. “È incredibile ottenere la vittoria in questa folle Dakar folle, e con un distacco così piccolo – ha detto il 34enne -. Sono anche il primo a vincere con due diversi marchi di moto e questo mi rende molto orgoglioso”. La prova riservata ai quad ha visto il successo del francese Alexandre Giroud, che ha bissato la vittoria ottenuta nella scorsa edizione. Questa 45/a edizione della Dakar, considerato il rally più difficile al mondo, è stata addirittura più lunga di quella dell’anno precedente: un prologo e 14 tappe tra rocce, sabbia e dune, di cui una, la settima, annullata per le moto.