L’ex ministro della Difesa, il centrista Benny Gantz, è arrivato alla dimostrazione accolto dagli applausi. Gantz ha poi twittato: “Lotteremo in tutti i modi legali per prevenire un colpo di Stato”. Intervenuta anche l’ex ministra degli Esteri Tizpi Livni. Presenti alla manifestazione anche la presidente dei Laburisti, Merav Michaeli, il capo del partito arabo Raam Mansour Abbas e quello di Hadash (partito di sinistra) Ayman Odeh.
Punto centrale delle contestazioni – tra uno sventolio di bandiere israeliane e arcobaleno, tante le famiglie scese in piazza – è la legge di revisione del sistema giudiziario, presentata dal ministro della giustizia Yariv Levin. Ma anche, come sottolineato nei cartelli, la dichiarata volontà del governo di limitare i poteri della Corte Suprema, considerata baluardo dei diritti civili in un Paese che non ha una Costituzione scritta. In assenza di una legge fondamentale messa nero su bianco, infatti, il potere giudiziario è l’unico organo in Israele che può controllare il governo e salvaguardare i diritti individuali. I critici della riforma giudiziaria sostengono che essa darebbe un controllo illimitato al primo ministro, mettendo in pericolo la democrazia.
Israele, Tel Aviv: proteste contro i piani del governo di rivedere il sistema legale del paese
Ai principali promotori delle proteste si sono uniti anche gli oppositori della colonizzazione israeliana in Cisgiordania, il territorio palestinese occupato, e i movimenti di difesa dei diritti Lgbtqi+, preoccupati dalla presenza nel governo di ministri apertamente omofobi. Le proteste di questa sera non erano limitate a Tel Aviv: a Gerusalemme circa mille dimostranti si sono raccolti davanti alla residenza del premier (sotto accusa per diversi casi di presunta corruzione) e a quella del presidente Isaac Herzog, al quale si chiede di intervenire visto che “la Casa sta bruciando”. Un’altra protesta, di uguale tenore e con gli stessi contenuti, in corso nella città di Haifa, il più grande centro del nord.
“Un Paese in cui i giudici scendono in piazza per protestare – ha detto Ayala Procaccia, ex componente della Corte Suprema nel suo intervento – è un Paese in cui si sono superate le linee rosse”. La manifestazione di oggi è stata la più grande da quando il governo ha prestato giuramento, il 29 dicembre scorso. I manifestanti si sono radunati su invito di un’organizzazione anticorruzione, chiedendo di “salvare la democrazia” e di impedire “il rovesciamento del regime politico” in vigore in Israele dalla sua creazione, nel 1948.
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