I dati sul PIL confermano un rallentamento economico nel Paese, mandando in crisi le sfide che il presidente Xi deve affrontare tra cui quella di “pacificare” una generazione di scontenti, scesi in piazza a novembre nelle storiche proteste contro i ripetuti lockdown imposti per arginare il virus.
I cinesi adesso possono viaggiare e tornano a spostarsi verso le città e i villaggi natii dove però le vaccinazioni degli anziani sono indietro e le strutture sanitarie non attrezzate.
Il tasso di infezione nella città meridionale di Guangzhou, capitale della provincia più popolosa della Cina, ha superato l’85%, hanno annunciato oggi i funzionari sanitari locali dando il via a una campagna di vaccinazione porta a porta mentre veicoli medici e ossigeno sono stati inviati nei luoghi considerati più a rischio.
Intanto, proprio in vista degli spostamenti di massa previsti per il Capodanno, la società di ricerche britannica Airfinity, ha rivisto la stima dei decessi associati al Covid che potrebbero raggiungere quota 36.000 al giorno durante le vacanze, fornendo un’analisi più severa di 11.000 unità rispetto alle 25.000 ipotizzate lo scorso 29 dicembre.
Airfinity ha spiegato di aver rialzato le previsioni sui decessi sia in base alla velocità di diffusione del contagio sia per la mancanza di informazioni chiare sulla reale situazione della pandemia nella nazione più popolosa del mondo. L’aggiornamento, inoltre, si basa sui dati messi a disposizione dalle province, combinati con i tassi osservati in altri Paesi dopo la rimozione delle restrizioni di contenimento del virus, ha affermato la società di ricerche con sede a Londra.
Milioni di cinesi in viaggio
L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha invitato la Cina a pubblicare maggiori informazioni sulla sua attuale ondata di infezioni da Covid, dopo che il governo cinese ha dichiarato che quasi 60.000 persone sono morte a causa del virus dall’inizio di dicembre.
L’OMS chiede “una migliore comprensione della situazione epidemiologica”. In particolare, il direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto al ministro cinese della sanità, Ma Xiaowei, maggiori informazioni sulle varianti denominate BA.5.2 e BF.7, spiegando che servono più sequenze e database aperti per evitare una recrudescenza della pandemia. Dati che per il momento non è possibile fornire, hanno risposto le autorità cinesi.
Il ministero degli Esteri cinese ha affermato che anche gli Stati Uniti – lodati dall’Oms per le informazioni fornite finora – dovrebbero subire pressioni affinché condividano in modo tempestivo i propri dati sulla diffusione della sotto variante Omicron XBB.1.5, ritenuta altamente contagiosa.
Venerdì si terrà inoltre una nuova riunione dell’Ipcr, l’organismo politico in seno al Consiglio dell’Ue al quale partecipano i rappresentanti degli Stati membri, per coordinare le risposte degli Stati membri alla riapertura in Cina e all’impennata di contagi del virus nel Paese.
La nuova riunione avrà in agenda, secondo quanto si apprende da fonti europee, l’aggiornamento sulla situazione epidemiologica in Cina e a livello internazionale, nonché sulle misure concordate lo scorso 4 gennaio e loro attuazione.
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