“Eravamo a Garoda Beach – ha raccontato all’ANSA il medico – abbiamo visto in lontananza quattro o cinque barche e poco dopo c’è stato un gran trambusto. Una delle imbarcazioni si era rovesciata e le altre cercavano di far salire a bordo chi era finito in mare”. Nel giro di pochi minuti è arrivato sul posto anche il motoscafo delle guardie del parco marino. “Per primi hanno sbarcato a riva un uomo keniano con una bimba che era già in condizioni disperate, in piena ipotermia – ha riferito ancora Ghezzi – poi una donna, sempre africana, in fin di vita. Infine è arrivato un uomo italiano che faceva fatica a deambulare. L’ho fatto vomitare ed ha espulso molta acqua dai polmoni”.
L’uomo è fuori pericolo, come anche la turista ricoverata. L’ambasciata d’Italia a Nairobi, attraverso il console onorario di Malindi Ivan Del Prete e l’assistente consolare di Watamu, Marco Cavalli, ha da subito seguito la vicenda e monitorato gli italiani ricoverati nelle strutture ospedaliere delle due località e quelli tornati nei loro hotel. L’ambasciata, secondo quanto appreso dalle autorità locali, ha confermato che non ci sono turisti dispersi: sei vacanzieri che in un primo tempo mancavano all’appello erano saliti su un’altra imbarcazione e non facevano parte del gruppo che si era allontanato per osservare i delfini. Alcuni turisti che erano sulla barca naufragata sono rimasti intrappolati nel natante capovolto. “Ci siamo salvati perché eravamo sul tetto della barca e grazie allo staff di un’altra imbarcazione che ci ha recuperato subito e ci ha portato a riva”, ha raccontato Matteo Balbi, un ventitreenne di Grosseto che ha riportato qualche leggera lesione come altri tre concittadini assistiti da personale del Garoda Resort, il villaggio turistico davanti al quale è avvenuto il naufragio. “Siamo stati fortunati: altri che erano sotto sono rimasti incastrati e non sono stati recuperati subito”, ha aggiunto