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La veduta da una finestra di Mariupol bombardata con sullo sfondo un fumo nero che si alza dalle macerie, e una voce al telefono che comunica l’arrivo di carri armati con sopra la lettera Z. Appare poco dopo nell’inquadratura uno dei mezzi pesanti: “E’ la prima volta che ho visto quella Z, il segno russo di guerra”. Così il giornalista, fotografo, videoreporter e cineasta ucraino Mstyslav Chernov, corrispondente della AP, apre ’20 Days in Mariupol’, il suo documentario che debutta in prima mondiale nella sezione competitiva World Cinema Documentary al Sundance Film Festival. “Negli ultimi anni ho coperto i conflitti in Iraq, Siria, Afghanistan Libia – spiega il regista parlando del documentario -. Questa è una storia personale, non solo perché è raccontata dalla prospettiva di un giornalista, ma perché c’è la quella di una comunità, la nostra gente”. Il film non fiction (realizzato da AP e Frontline) racconta i primi 20 giorni di assedio di Mariupol, la città ucraina, caduta dopo 86 giorni di resistenza e almeno 25 mila morti. Un racconto, scandito dalle diverse giornate, che parte il 24 febbraio 2022, quando Chernov con la sua squadra, composta da Evgeniy Maloletka e Vasilisa Stepanenko, nel giorno dell’inizio del conflitto, decide di andare a Mariupol, “grande porto, città industriale e ponte verso la Crimea” considerata uno degli obiettivi più probabili. “La città sembra normale – dice Chernov nel film arrivando in auto – qualcuno mi ha detto che le guerre non iniziano con le esplosioni ma con il silenzio”. Una calma apparente cancellata dai primi bombardamenti anche sulle zone residenziali, il terrore che si diffonde nella popolazione, l’incertezza su quanto sarebbe accaduto. “Non voglio morire” dice una bambina piangendo, mentre aspetta in una cantina che finisca un attacco -. Stamattina mi hanno svegliato le bombe”. Dopo i primi giorni e l’offensiva russa sempre più feroce, i giornalisti internazionali lasciano la città, mentre Chernov con la sua squadra decide di restare per testimoniare quella tragedia: “Se un giorno mia figlia mi chiedesse ‘cosa hai fatto per fermare questa follia’ – spiega – voglio essere capace di dare una risposta”. Un compito, quello di raccontare, che diventa sempre più difficile e doloroso, soprattutto avendo scelto come ‘base’ un ospedale, con sempre meno scorte e sempre più popolato di sopravvissuti, persone rimaste senza casa e vittime: da Ilya, 16 anni, colpito a morte mentre giocava a pallone nel cortile della sua scuola, a Kyrill, 18 mesi, che i genitori si vedono morire davanti. Giornate di paura e disperazione, in una città sempre più devastata e spettrale, tra chi riesce a fuggire, chi dedica le giornate a togliere dalle strade i morti per dargli almeno una sepoltura nelle fosse comuni e anche chi inizia a saccheggiare i negozi chiusi. “La guerra è come i raggi X, mostra tutto quello che c’è dentro un uomo. Le persone buon diventano migliori, quelle cattive peggiori” spiega Chernov, che fatica sempre più a trovare il modo di inviare i suoi filmati all’agenzia (la città quasi subito resta senza elettricità e connessione web, ndr). Quando ci riesce, li vede sempre più spesso bollati come fake news dai media russi. Tra le immagini attaccate ce n’è una di quelle diventate simbolo di questa guerra: una donna incinta, agli ultimi mesi di gravidanza, gravemente ferita e portata via in barella da un ospedale pediatrico appena bombardato. Chernov decide di andarla a cercare per scoprire cosa le sia successo, ma non c’è lieto fine: la donna si chiamava Irina, aveva 30 anni e i medici non sono riusciti a salvare né lei ne’ il bambino. Morte e vita però si accavallano, con la nascita proprio in quei momenti nell’ospedale di una bambina da una donna scampata ai bombardamenti. “Queste immagini non erano nate per essere un film – spiega il regista – non è stato facile assistere a certi fatti e ora non sono facili da guardare, ma penso sia importante. Spero restino nella vostra memoria come un avvertimento, un ricordo, un tributo a chiunque ha perso la vita in questa guerra”.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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