Martedì alle 19 sulla rete ordinaria e dalle 22 sulle autostrade i distributori, anche self service, saranno chiusi per due giorni. Faib Confesercenti, Fegica e Figisc-Anisa Confcommercio, a poco più di 24 ore dall’inizio della protesta, quasi come ultimo appello, sono tornate a spiegare con una nota che “il Governo, invece di aprire al confronto sui veri problemi del settore, continua a parlare di ‘trasparenza’ e ‘zone d’ombra’ solo per nascondere le proprie responsabilità e inquinare il dibattito, lasciando intendere colpe di speculazioni dei benzinai che non esistono”. Quindi, aggiungono, “ristabilire la verità dei fatti diviene prioritario”. Ma la replica della premier è chiara. La situazione attuale è però quella emersa nei giorni scorsi.
Dopo il primo incontro a palazzo Chigi (con il sottosegretario alla presidenza, Mantovano, i ministri Urso per le Imprese e Giorgetti per l’Economia e il Garante per la sorveglianza dei prezzi, Mineo) i benzinai hanno sospeso lo sciopero ma due successive riunioni al Mimit non hanno avvicinato le posizioni. Urso ha allentato la stretta sull’obbligo della comunicazione del prezzo medio regionale e sulle multe previsti nel provvedimento – che domani comincia l’iter parlamentare con audizioni in commissione Attività produttive alla Camera – e ha presentato un’app per facilitare agli utenti la ricerca della pompa più conveniente, ma ai gestori non è bastato.
Nelle stazioni di servizio due volantini spiegheranno il perché della chiusura: “Per protestare contro la vergognosa campagna diffamatoria nei confronti della categoria e gli inefficaci provvedimenti del governo che continuano a penalizzare solo i gestori senza tutelare i consumatori. Per scongiurare nuovi aumenti del prezzo dei carburanti”. Le politiche di prezzo al pubblico, si legge, “non sono imputabili ai gestori, il cui margine medio di guadagno (3 cent/litro) rimane invariato a prescindere dal prezzo finale al consumatore”.
E, tra l’altro, “per impedire che il prezzo dei carburanti torni a salire, in assenza di politiche di riforma e razionalizzazione del settore; contro il rischio di una nuova campagna di criminalizzaione dei gestori che nascondano le vere inefficienze e lo spazio debordante della criminalità”. Si dissocia dallo sciopero l’Asnali, che apprezza gli sforzi del governo e vuole andare avanti con la riforma del settore. Dal fronte dei consumatori il Codacons oggi ha presentato un esposto alla magistratura contro i benzinai ipotizzando l'”interruzione di pubblico servizio”. Secondo l’Unione nazionale consumatori “la lobby dei benzinai ha già vinto, visto che il Governo si è già rimangiato il decreto, riducendo le multe”.
L’associazione è pronta a “denunciare alla Commissione di garanzia sullo sciopero ogni violazione della regolamentazione del settore” e invita il Governo a far intervenire Prefetti e Governatori. Alla luce dell’allerta meteo, Assoutenti sostiene che lo sciopero non si deve fare e invoca la precettazione da parte dei prefetti e rivolge un appello anche al Garante per gli scioperi. Dal fronte politico, il deputato e responsabile del Dipartimento energia di Forza Italia Luca Squeri ha auspicato che Urso faccia un ultimo tentativo per evitare lo sciopero mentre Francesco Silvestri, capogruppo alla Camera M5s lo sciopero è colpa dell’inadeguatezza del governo.