Nessuna Regione o provincia autonoma è classificata a rischio alto secondo i criteri di valutazione della possibile evoluzione dei casi di Covid in Italia. Tre sono a rischio moderato e sono, secondo quando apprende ANSA, Emilia Romagna, Liguria e Puglia, e diciotto sono classificate a rischio basso.
Netto calo dei decessi e dei casi di Covid-19 in Italia nella settimana 20-26 gennaio 2023: i deceduti sono infatti 345 con una variazione di -30,3% rispetto alla settimana precedente (495), mentre i nuovi casi positivi sono 38.168 con una variazione di -26,5% rispetto alla settimana prima (51.897), secondo il ministero della Salute. I tamponi effettuati sono stati invece 608.732 con una variazione di -11,4% rispetto a sette giorni fa (687.233) ed il tasso di positività è del 6,3% con una variazione di -1,3% (la settimana precedente era pari al 7,6%).
“Tutti gli indicatori mostrano un’evoluzione positiva e, al momento, la situazione pare essere del tutto sotto controllo”: così il direttore Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, commentando i dati del monitoraggio settimanale del ministero e Istituto superiore di sanità sul Covid-19. Il tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva, sottolinea, “è rispettivamente al 6,4% e al 2,1%, quindi anche in questo caso notiamo una diminuzione della congestione delle strutture sanitarie che è al di sotto di qualsiasi soglia di criticità”. “Continua a diminuire infatti anche questa settimana – afferma Rezza – il tasso di incidenza di casi di Covid nel nostro Paese e si fissa a 65 casi per 100mila abitanti”. Anche l’Rt mostra “una decisa tendenza alla diminuzione e siamo ormai a 0,73 quindi – conclude – ben al di sotto della soglia epidemica”.
Rischio Covid grave +7 volte in non vaccinati non infettati
Il rischio di malattia Covid grave aumenta all’aumentare dell’età, ad esclusione della fascia 0-4 anni. Il rischio di malattia grave per la popolazione sopra i12 anni e senza una diagnosi pregressa di infezione da SarsCoV2 è circa sette volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati. Lo rileva l’Istituto superiore di sanità nel Report sul rischio di infezione e malattia grave stratificato. A parità di fascia di età e di condizione di pregressa infezione, in tutte le classi di età maggiori di 12 anni, sottolinea l’Iss, “si osserva una tendenza alla riduzione del rischio di malattia grave associato alla vaccinazione”.