Ferito un agente. La manifestazione nella Capitale non era preavvisata. Cortei a Trieste e Torino. Domenica presidio davanti al carcere di Sassari (ANSA)
La tensione sul caso è di nuovo molto alta. Sugli attacchi ai bersagli diplomatici è intervenuta la premier Giorgia Meloni, che ha espresso “preoccupazione e attenzione a questi nuovi casi di violenza nei confronti dei diplomatici italiani”. “Ho fatto pervenire la mia solidarietà e quella del Governo italiano al Primo Consigliere dell’Ambasciata d’Italia a Berlino, Luigi Estero, per l’attentato che ha provocato l’incendio della sua automobile nella capitale tedesca”, ha spiegato la premier, attesa a Berlino venerdì prossimo per la prima visita ufficiale al cancelliere Olaf Scholz.
A dare notizia degli attacchi è stato il ministero degli Esteri italiano, con una nota arrivata di primo mattino. Antonio Tajani “ha personalmente e immediatamente contattato l’Ambasciata a Berlino e il Consolato a Barcellona per esprimere la propria solidarietà e ha chiesto che venga fatta al più presto piena luce sulle dinamiche di questi atti criminosi”, ha scritto inoltre la Farnesina, sottolineando che “il ministro ha disposto l’avvio immediato delle procedure per la verifica e il rafforzamento delle sedi diplomatiche e del personale impegnato”. “Le forze di polizia locali hanno effettuato i necessari rilievi scientifici ed investigativi. In ambedue i casi, fortunatamente, non si registrano danni a persone”, concludeva il comunicato.
Il rogo dell’auto a Berlino è stato denunciato alla polizia da testimoni intorno alle 3.10 del mattino, secondo l’informativa delle forze dell’ordine. E nell’incendio, stando alle prime ricostruzioni, è stata coinvolta anche una Opel. Nelle ore precedenti, a Barcellona, qualcuno aveva infranto la vetrata del palazzo in cui ha sede il Consolato generale d’Italia, imbrattando la parete d’ingresso – un bassorilievo del noto scultore catalano Josep Maria Subirachs – con le scritte: “Libertat Cospido”, “Amnestia totale”. Espliciti i riferimenti all’anarchico, condannato a 20 anni di carcere per una serie di attentati rivendicati fra il 2003 e il 2016. Il giornale El Periodico ha parlato di “cinque incappucciati” registrati da una telecamera di sicurezza, ma la polizia catalana non ha confermato, aggiungendo solo che “c’è un’indagine in corso”.
Alfredo Cospito, detenuto nel carcere Bancali di Sassari sotto il regime del 41 bis, ha iniziato uno sciopero della fame il 20 ottobre scorso e ultimamente le sue condizioni si sono aggravate al punto da indurre il Garante nazionale delle persone private della libertà a intervenire, chiedendo il trasferimento immediato in una struttura in grado di prestargli un’assistenza migliore. E proprio nelle scorse settimane era partita una “chiamata internazionale all’azione” via web su siti riconducibili alla galassia anarchica, per ribadire solidarietà al torinese 56enne.