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Il ddl sull’autonomia differenziata, più precisamente “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione”, è stato approvato dal Cdm all’unanimità, accompagnato da un applauso dei presenti, riferiscono alcuni presenti alla riunione.

Applausi a Palazzo Chigi, fuori dall’aula in cui il governo si è riunito, però, è in corso una “guerra di posizione” che rischia di fare emergere un quadro dell’Italia in cui si evidenzino più spaccature e divergenze che punti d’incontro sulla direttrice Nord-Sud.

De Luca: “Proposta inaccettabile e propagandistica”

Il primo a prendere posizione è il governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Non si si sfugge alla sensazione che questo rilancio dell’autonomia differenziata in modo così affrettato e ideologizzato risponda a esigenze politiche di partito e a scadenze elettorali a breve. La bozza di riforma circolata in queste ore è tale da rafforzare tutte le preoccupazioni già avanzate, rispetto a una riforma istituzionale tanto inefficace quanto foriera di pericoli gravi per l’unità del Paese”. È la premessa di una lunga dichiarazione, messa nero su bianco, del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che torna a ribadire il suo no al progetto di riforma curato dal ministro Roberto Calderoli. “È un vero peccato. L’esigenza di modernizzare l’Italia e il suo sistema economico, amministrativo e istituzionale è una necessità urgente – aggiunge – per questo, sarebbe necessaria la massima unità e condivisione come precondizione per produrre risultati concreti, senza spaccare l’Italia”. 

Le ragioni che rendono “inaccettabile” l’ipotesi di autonomia per De Luca sono diverse. Innanzitutto “chi definisce i Lep (livelli essenziali delle prestazioni – ndr). Occorre un organismo tecnico non politico”. Poi, “è insostenibile una riforma a costo zero. Come si recuperano i divari regionali nella spesa pubblica?”. Pure “inaccettabile l’ipotesi di residuo fiscale trattenuto dalla regioni a maggiore capacità fiscale; così come “inaccettabili i contratti integrativi regionali per la Sanità. Questo renderebbe impossibili servizi uniformi per i cittadini, e spaccherebbe il sistema sanitario nazionale; Inaccettabile il ridimensionamento scolastico a danno essenzialmente del Sud”. 

“I segnali che arrivano non sono rassicuranti. Valuteremo nel merito. Non consentiremo lo smantellamento della sanità pubblica e della scuola pubblica statale. Non consentiremo, in nessuna forma, la spaccatura dell’Italia”, ribadisce De Luca.

Ipa

Vincenzo De Luca

La ministra delle Riforme: “Il testo Calderoli è molto buono”

Il testo sull’autonomia differenziata presentato in Consiglio dei Ministri “è molto buono” e le critiche che vengono da governatori regionali del Pd, come quello della Campania, Vincenzo De Luca, sono pregiudiziali”. Lo ha detto la ministra Fi per le riforme istituzionali Elisabetta Casellati arrivando a Palazzo Chigi per il Consiglio dei ministri. “C’è da parte del partito democratico – ha spiegato Casellati – un disegno di legge di pochi anni fa, quindi non parliamo di troppo tempo fa, che disegna esattamente i livelli essenziali di assistenza sulla falsariga di come li definiamo noi, quindi mi pare che sia una posizione molto pregiudiziale”.

Ansa

Maria Elisabetta Alberti Casellati, ex presidente del Senato, è ministra delle Riforme istituzionali

Emiliano: “Prima di tutto serve riequilibrio Nord-Sud”

“Possiamo accettare” un progetto di autonomia differenziata “se le Regioni sono messe tutte più o meno sullo stesso livello di partenza, se facciamo un lavoro preliminare di riequilibrio. Se il governo dice che per questo riequilibrio, che costa almeno 50-60 miliardi, non c’è una lira di questa questione dell’autonomia differenziata non se ne può nemmeno parlare”. Lo ha detto il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, a Sky. 

“Su cosa noi potremmo essere d’accordo? Sul fatto che lo Stato fa un progetto decennale di riequilibrio tra Nord e Sud basato su diritti uguali per tutti, che si stabilisce che da una certa data, non immediata, le Regioni una volta equiparate possono chiedere materie supplementari. Nulla, a quel punto, vieta di dare più poteri alle Regioni”.

“Oggi però parliamo di intese uniche tra regioni e governo per dare solo ad alcune di esse più poteri. Un’impresa con più sedi, avrebbe in alcune regioni come interlocutore la Regione, in altri lo Stato: sarebbe una follia”.

Emiliano poi ha usato la metafora del canottaggio per spiegare quello che, a suo dire, è il piano del ministro Calderoli: “La teoria Calderoli è: abbiamo 20 vogatori, per far diventare più forti i vogatori meno efficienti diamo remi più lunghi a quelli più forti. Questa teoria non regge”.

(Ansa)

Michele Emiliano

Schifani: “No a un’Italia a due velocità”

Non tutte le riflessioni, a volte anche critiche, sul disegno di legge arrivano dai governatori di centrosinistra. Il Governatore della Sicilia, Renato Schifani, commenta così il provvedimento sull’autonomia regionale differenziata portato dal ministro Calderoli in Consiglio dei Ministri. “Come è ormai noto sono contrario all’idea di una Italia a due velocità. Pur nel rispetto della Costituzione che prevede la possibilità per le regioni di avere una maggiore autonomia, sono convinto che prima di tutto sia necessaria una omogeneizzazione degli aspetti  infrastrutturali ed economici del nostro Paese.  I miei colleghi governatori del Nord conducono battaglie a difesa dei loro territori sostenendo anche una maggiore capacità nel versamento dei tributi, ma su servizi essenziali come sanità e scuola resto convinto che non possono esserci medici o professori più pagati al Nord e meno al Sud”. 

“Cittadini e professionisti, a vario titolo, del Mezzogiorno – osserva Schifani – hanno gli stessi diritti di quelli del Nord. Esiste ancora oggi una sperequazione infrastrutturale nel Paese. Poi c’è il tema della insularità, riconosciuta ormai in Costituzione, che è un tema fondamentale nell’ambito della riforma dell’autonomia. È giusto che alle regioni insulari siano date misure compensative per la marginalità geografica in cui sono costretti a vivere milioni di italiani. Bisogna dare concretezza alla norma, ne ho parlato anche col ministro Calderoli che ha annunciato l’approvazione di un’apposita legge di attuazione che consenta di dare corso a quanto previsto dalla norma costituzionale”. Per Schifani “il nuovo testo del governo risolve molte delle perplessità poste da alcuni di noi governatori, quali l’abbandono del concetto della spesa storica e fissa modalità e procedure più garantiste per la elaborazione dei Lep. Coinvolge di più il Parlamento nell’iter della sua approvazione, e non più soltanto le commissioni parlamentari per un semplice parere. Seguiremo da vicino questo percorso in tutte le sue articolazioni – conclude il Governatore – , non mancando eventualmente di segnalare criticità e punti di vista diversi. La riforma è epocale e merita da parte nostra massima attenzione rigorosa”.

Alberto Lo Bianco/LaPresse

Renato Schifani oggi in conferenza stampa

Toti: “Così forse riusciremo ad appianare le differenze”

“Se diamo maggiore autonomia ai governi locali rispetto al governo nazionale, forse riusciremo ad appianare le differenze: ogni Regione valorizzerà le chiavi di volta dei propri territori per crescere ed essere più competitiva”. Lo a detto a Sky il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, commentando l’atteso via libera del Cdm al Ddl Calderoli sull’autonomia differenziata.

“Io non sono leghista, non lo sono mai stato e probabilmente non lo sarò mai, eppure avrei fatto una cosa assai più rivoluzionaria: le materie che alcune Regioni possono chiedere le avrei attribuite a tutte alle Regioni. Non credo che si possano dare risposte efficaci sul riequilibrio Nord-Sud”. 

“Vorrei che fossero i governatori a decidere alcune cose – prosegue Toti – la competitività di un territorio dipende anche dalla competizione che può avere con altri territori: responsabilità chiare, decisioni chiare e le regioni provano a competere sul libero mercato delle idee e dello sviluppo. Il fatto che ogni territorio abbia la liberà di puntare sul proprio modello di sviluppo, valorizzando le proprie peculiarità, credo sia la parte buona di tutto questo”.

Ansa

Il presidente della regione Liguria, Giovanni Toti

Un parere contrario all’autonomia, così come immaginata da Calderoli, arriva anche dagli ordini dei medici. “Rivedere il disegno di legge sull’autonomia differenziata che, presentato dal ministro per gli Affari Regionali Roberto Calderoli, è arrivato oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri”. È l’appello che Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei medici (Fnomceo) rivolge alla politica.

”Tutte le persone sono uguali davanti alla Repubblica – esordisce Anelli in un messaggio video realizzato per Fnomceo Tg Sanità – come recita benissimo l’articolo 3 della Costituzione, che dichiara che ogni persona è uguale per lo Stato, senza distinzione alcuna, senza differenza di censo, di stato, di opinione, di lingua, di religione, di sesso e così via. E anche per la salute vale la stessa questione: ad ogni persona presente sul territorio nazionale, lo Stato, la Repubblica garantisce il diritto alla salute. Orbene, il testo che è stato presentato sull’autonomia differenziata, che esalta ovviamente il ruolo delle Regioni, rischia di non essere un testo che aiuta a colmare le differenze che, purtroppo, esistono sul territorio nazionale, le disuguaglianze in tema di salute”. 

Il progetto sull’Autonomia differenziata “è sbagliato e va contro il Paese”, che “è già diviso, ha già troppe disuguaglianze. Non è quello di cui ha bisogno”. Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che tale “logica indebolisce il Paese, anche nel rapporto con gli altri Stati, rischia di mettere in discussione il rapporto con le parti sociali, perché non è stato discusso con nessuno, e svilisce il ruolo del Parlamento”.

“Dietro alla logica dell’autonomia c’è la messa in discussione anche dei contratti nazionali di lavoro”, aggiunge Landini. Per il segretario generale della Cgil, invece “servono politiche di sistema, politiche industriali comuni, una riforma fiscale degna di questo nome, un servizio sanitario vero, non ventuno servizi sanitari, e una lotta senza quartiere alla precarietà. Il Paese ha bisogno di applicare i principi della Costituzione e di fare riforme che vadano in questa direzione”, conclude. 

Per Elly Schlein, candidata alla segreteria del Pd, “Il titolo non può che essere che Giorgia Meloni dà una sberla al Sud di questo Paese. Quello di Calderoli è un progetto che è stato portato in Cdm attraverso delle forzature. Non è stato fatto il confronto che serviva nelle sedi opportune con le regioni. E io spero che le regioni del Sud si ribelleranno e anzi che anche le regioni guidate da presidenti del Pd vorranno chiedere la convocazione urgente della conferenza Stato-regioni per esprimersi su quello che sta accadendo. Questo confronto andava fatto prima di portare quel disegno di legge in Cdm. Non è stato fatto perché ci sono le elezioni in Lombardia tra una settimana”. “Noi a questo disegno dobbiamo opporci con tutta la forza”.

E Filiberto Zaratti, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in commissione Affari costituzionali, aggiunge: “Cresce il dissenso contro il progetto ‘Spacca Italia’ di Calderoli anche all’interno della compagine politica e culturale della destra. Il testo leghista arriva persino ad affidare ad un Dpcm la definizione dei LEP, i livelli essenziali delle prestazioni, materia delicatissima perché riguarda i diritti delle persone. Il metodo è contestato anche dal professor Celotto fino a pochi giorni fa consulente della ministra Casellati”. “Il Governo, come è evidente dalle dichiarazioni del sottosegretario Mantovano, sta tentando di blindare il testo per evidenti motivi di equilibri politici ma ci pare una operazione destinata a fallire, di fronte alla evidente incostituzionalità di norme che romperanno la continuità territoriale e sociale del nostro Paese”. 

“Il problema aperto di questo disegno di legge è stabilire con quale fonte vadano definiti i Lep. Attualmente si prevederebbe che spetta al governo con un Dpcm. Tuttavia è più conforme al disegno costituzionale pensare che sia la legge a individuare e stabilire i Lep, perché i diritti delle persone possono e devono essere disciplinati con atto del Parlamento. È opportuno modificare questo punto”. Così il costituzionalista Alfonso Celotto, fino a qualche giorno fa capo di gabinetto del ministro delle Riforme, Elisabetta Casellati.

Celotto non ha dubbi: “L’autonomia differenziata è una opportunità ma deve essere sviluppata conformemente al quadro costituzionale. La nostra è una Repubblica una e indivisibile (articolo 5), che deve garantire i diritti fondamentali in maniera eguale su tutto il territorio nazionale ed anzi deve rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena partecipazione alla democrazia (articolo 3). L’articolo 116 comma terzo nasce nel 2001 per rendere più flessibili le competenze sui territori. Da allora – conclude – non si è ancora individuato il meccanismo per consentire alle regioni di stipulare una intesa con lo Stato per avere più autonomia su determinate materie.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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