Aerei israeliani hanno bombardato stanotte la Striscia di Gaza a più riprese. Almeno sette volte, dicono le ultime notizie.
Gli attacchi sono una rappresaglia per il lancio di un razzo lanciato da Gaza verso la zona di Sderot, nel sud di Israele, dove poco prima erano risuonate le sirene di allarme. La radio militare israeliana sostiene che il razzo palestinese è stato intercettato dal sistema Iron Dome e per ora non ci sono notizie di vittime.
Dopo i raid israeliani altri razzi sono partiti dalla Striscia di Gaza in direzione del territorio israeliano. Il Fronte popolare per la liberazione della Palestina, gruppo armato palestinese di orientamento laico, sostiene di aver effettuato “una raffica di razzi in risposta all’aggressione sionista alla Striscia di Gaza”.
Hazem Qassem, portavoce di Hamas, ha definito gli attacchi israeliani “una continuazione del ciclo di aggressioni contro il popolo palestinese” e ha accusato il governo israeliano e la sua “politica estremista” di “spalancare la porta a un’escalation sul terreno”.
L’esercito israeliano ha ricordato invece di ritenere “Hamas responsabile di qualsiasi attività terroristica proveniente dalla Striscia di Gaza” e che il movimento dovrebbe “pagare le conseguenze di violazioni della sicurezza di Israele”.
Secondo fonti della sicurezza palestinese, gli attacchi israeliani hanno colpito un centro di addestramento delle Brigate Ezzedine al-Qassam, il braccio armato di Hamas, nel campo profughi di al-Maghazi nella Striscia di Gaza centrale e un altro a sud-ovest di Gaza City.
L’esercito israeliano sostiene che i suoi aerei “hanno colpito un centro di produzione e deposito di materiale chimico utilizzato per produrre missili” appartenente ad Hamas e “un centro di produzione di armi”, entrambi al centro della Striscia di Gaza.
In seguito alla nuova ondata di violenze, Israele ha approvato una serie di misure punitive contro i palestinesi. Martedì Hamas ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna le presunte aggressioni da parte delle guardie carcerarie contro i detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, in particolare contro le donne. Una detenuta palestinese punita con l’isolamento ha tentato di dare fuoco alla sua cella per protesta. Amani Srahneh del Club dei prigionieri palestinesi, un gruppo che rappresenta ex e attuali prigionieri, ha dichiarato che le misure e la politica del nuovo governo israeliano contro i prigionieri” stanno creando una situazione molto tesa.
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