Ma per quali reati, secondo i cittadini, andrebbe mantenuto il ricorso alle intercettazioni telefoniche? Nove intervistati su dieci ritengono lo strumento imprescindibile per mafia e terrorismo; l’81% degli italiani lo considera determinante anche per le indagini sulla corruzione. Due su tre lo manterrebbero altresì per una serie di altri reati di particolare gravità.
L’Istituto Demopolis ha analizzato anche le valutazioni dei cittadini sull’altro punto in discussione: l’eventuale rafforzamento del divieto di diffusione sugli organi di stampa. Su questo versante, l’opinione pubblica appare più divisa. Il 24% vorrebbe un divieto assoluto della pubblicazione sui media per tutelare la privacy anche degli indagati. Opposto il parere del 18%, che non porrebbe alcun limite alla libertà di stampa.
Ma, spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento, “la posizione prevalente ed ampiamente maggioritaria è quella del 58% di italiani, convinto che la diffusione delle intercettazioni debba restare consentita, ma con un preciso divieto di pubblicazione delle conversazioni che riguardano persone o fatti non legati al reato”.
Nell’analisi di Demopolis, la tesi di permettere la diffusione delle intercettazioni, ma con dei limiti, risulta maggioritaria e trasversale tra gli elettorati dei principali partiti italiani: la condivide il 56% di chi vota Fratelli d’Italia, il 51% degli elettori del Movimento 5 Stelle, il 75% di quanti scelgono il PD e poco più di un simpatizzante su due della Lega. Favorevoli a una diffusione senza limiti delle intercettazioni si dichiarano il 44% di chi vota M5S, ma appena il 9% di chi sceglie il Partito Democratico; sul fronte opposto, per un divieto assoluto propende oltre un terzo degli elettori dei partiti di Meloni e Salvini.
Nota informativa: l’analisi è stata effettuata dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, dal 3 al 5 febbraio 2023 su un campione nazionale di 1.500 intervistati, statisticamente rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per aree geografiche di residenza, genere e fascia di età. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it
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