Francesco Rocca, il candidato del centrodestra, addirittura ha passato il pomeriggio in provincia, all’ospedale di Colleferro.
Nessun maxi-comizio, ma una giornata ‘ordinaria’ – se ordinario può essere affrontare due confronti pubblici tra candidati nel giro di poche ore. E’ accaduto in mattinata, alla Tgr e poi al ‘Messaggero’, e sono pure volate scintille. Ora però sono lontani tra loro, i tre contendenti. E’ il momento dell’assolo finale. D’Amato, assessore alla Sanità in carica, porta con sè il ‘coro’ della continuità amministrativa. Ci sono i partiti della coalizione, i Verdi, i Radicali, i Socialisti, Demos, il Pd. Parla Carlo Calenda : “Rocca mi è sembrato un po’ Michetti – punge il leader del Terzo Polo – Sui manifesti c’è Giorgia col quadernino che adesso va di moda, come prima erano andati di moda Salvini e Grillo…”. Si vedono gli ex Piero Marrazzo e Piero Badaloni, ma parla dal palco Nicola Zingaretti: “Alessio non solo farà bene, ma ha fatto bene – dice – Loro, la destra, coi soldi pubblici compravano le jeep, noi le Tac: questa è la differenza”. L’appello, di tutti, è concentrare le energie, anche col voto disgiunto, per battere la destra. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri lo dice chiaramente: “È un ballottaggio, si vota Rocca per tornare indietro, mentre Alessio è stato il miglior assessore d’Italia. In queste ore possiamo fare il sorpasso”. “Qui c’è l’orgoglio – dice D’Amato nell’intervento finale, brevemente disturbato da un blitz di animalisti – Rocca rappresenta il mondo antico che ha fatto male a questa Regione”.
Bianchi, intanto, dal Nuovo Cinema Aquila del Pigneto, non ci sta a fare il ‘terzo incomodo’: “Mi sono candidata – dice – per fare la cosa giusta, abbiamo coerenza e competenza e dalle elezioni arriverà un segnale importante di un nuovo modo di fare politica, siamo cittadini tra i cittadini”. “Noi abbiamo la candidata migliore, la più solida, affidabile e coraggiosa – la spinge Conte, che chiude al voto disgiunto – Noi Bianchi non la cambiamo con nessuno, non la cambiamo con D’Amato, che se avesse voluto competere nel nostro campo avrebbe dovuto prima restituire i soldi della Corte dei Conti”. Infine c’è Rocca, in sopralluogo all’ospedale di Colleferro, in provincia di Roma: “Sono venuto qui – ha detto – perché è un po’ il simbolo del maltrattamento delle strutture sanitarie delle nostre province.
È mortificante per i cittadini e per gli operatori sanitari. Ci lavoreremo, sarà una delle priorità. Questo è un vero ospedale di comunità, non quelli del Pnrr da venire. Prima bisognerebbe colmare le lacune che sono state lasciate. Troppe”.