Il rapporto degli Stati Uniti sul pallone cinese: “Spiata anche l’Europa”
L’oggetto non identificato è stato scoperto dal Norad, che viene operato congiuntamente da Stati Uniti e Canada. Siccome però l’avvistamento è avvenuto sopra al territorio nazionale di Ottawa, Trudeau ha avuto il compito di decidere come reagire, dopo averne parlato con il presidente Biden. “Ho ordinato – ha detto il premier – di abbattere un oggetto non identificato che aveva violato lo spazio aereo canadese. Un caccia F-22 americano lo ha colpito sopra lo Yukon”. In un comunciato, il Norad ha detto di aver identificato positivamente il mezzo e di averlo colpito, ma non ha spiegato di cosa si trattava e a chi apparteneva. I piloti coinvolti hanno verificato che non c’era personale a bordo dell’oggetto, e quindi hanno proceduto con l’attacco. I detriti sono precipitati in territorio canadese e quindi, d’accordo con Washington, stavolta è Ottawa che si sta occupando di recuperarli.
La dinamica e la spiegazione sono identiche a quelle che il Pentagano aveva usato sabato, dopo aver abbattuto un altro mezzo non identificato al largo delle coste dell’Alaska. In quel caso, però, i militari americani avevano chiarito che il mezzo era più piccolo e meno sosfisticato del pallone spia colpito durante lo scorso fine settimana sull’oceano davanti alla South Carolina. Il recupero dei detriti è ancora in corso anche per il primo episodio, ma su quello Washington ha la certezza che fosse uno strumento per la raccolta di informazioni di intelligence operato dalle forze armate della Repubblica popolare. Gli Usa infatti hanno già reagito, inserendo nella loro lista nera commerciale cinque compagnie cinesi e un centro di ricerca coinvolti nello sviluppo dei palloni spia. Queste aziende non potranno più ricevere alcuna fornitura tecnologica americana o di altra natura, che potrebbero usare per costruire i loro mezzi.
In attesa di avere informazioni più precise sugli oggetti abbattuti venerdì in Alaska e sabato in Canada, che secondo alcuni analisti potrebbero essere droni, ci si interroga su chi li sta inviando e perché. Anche se Washington finora non ha puntato il dito contro Pechino, pochi dubitano che quella sia l’origine. La teoria emergente è che non solo il presidente Xi sapeva di queste iniziative, ma aveva ordinato di mandare i palloni o altri mezzi a sfidare gli Usa, per dimostrare che sono deboli, come aveva fatto in occasione di incontri o negoziati con altri paesi. Quindi prima del viaggio del segretario di Stato Blinken a Pechino, voleva far vedere al mondo che l’America è una tigre di carta, oppure che si allarma troppo per cose poco significative. Se fosse così, ha incassato forse una piccola vittoria tattica, ma sul piano strategico le conseguenze per le relazioni bilaterali lo hanno sorpreso e minacciano di avere un impatto negativo di lungo termine sugli interessi nazionali cinesi.
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