Per i sostenitori di Schlein, il voto ai gazebo, che coinvolgerà i simpatizzanti anche non tesserati, favorirà la loro proposta. Le proporzioni indicano due campi da gioco diversi: l’ordine di grandezza del voto nei circoli è di 100 mila iscritti, quello atteso per le primarie è di un milione di elettori. L’esito dei circoli “è andato oltre le aspettative – ha commentato Marco Furfaro, portavoce nazionale della mozione Schlein – Era il terreno dove tutti ci davano per sfavoriti”. Ma per la squadra del governatore, “la presunta rimonta – ha detto Pina Picierno (Pd) – è stata raccontata soltanto dai comunicati stampa, ma la realtà parla di un vantaggio consolidato e enorme di Stefano Bonaccini”. Gara di letture e gara di dati. Il deputato Andrea De Maria, che sta col presidente dell’Emilia Romagna, ha fatto sapere che a Bologna “la vittoria di Stefano Bonaccini è stata netta, con il 55,42% nella Federazione”, che comprende anche i comuni della Città Metropolitana.
Un “risultato che vale doppio”, ha esultato Bonaccini. Dal comitato Schlein hanno risposto con i dati di Milano, indicando la candidata in vantaggio (42%) sul rivale (38,5%), Napoli dove “il risultato definitivo è di 898 voti per Elly Schlein e 881 per Stefano Bonaccini” e della Liguria, con Bonaccini al 38,25% e Schlein al 54,09%: anche se sarebbe l’unico dato complessivo di una regione che la vede in testa. “Abbiamo vinto in molte città, come Verona, Milano, Napoli, Catania, Venezia, Genova… – ha commentato Francesco Boccia – Dove non c’è la mano delle reti organizzate, Schlein vince”. Non a Firenze: “Bonaccini è al 58% con 22 punti di vantaggio su Schlein”, ha annunciato Dario Nardella. La sciabola sfoderata dai due sfidanti per la segreteria non è solo di cifre. “Non ci serve il partito degli amministratori – è stata la stoccata di Schlein al presidente di Regione – essere amministratori di per sé non è una linea politica e a noi serve una linea politica”. Ci sono poi le piccole sfide dal sapore antico. Come quella del circolo della Bolognina (quello della svolta di Occhetto e quello scelto da Schlein per il ritorno nel Pd), che ha visto al congresso Schlein e Cuperlo illustrare di persona le mozioni, l’una di fronte all’altro: Schlein è arrivata prima con 68 voti su 135, Cuperlo secondo con 36 voti, e Bonaccini terzo a quota 31. Il presidente della Regione ha però vinto nella sua Capogalliano col 95% delle preferenze. Ma già si guarda alle primarie, alla sfida decisiva. Nei prossimi giorni, saranno importanti anche gli endorsement degli esclusi. Ma Cuperlo non sembra intenzionato a dare indicazione. E anche De Micheli non ha sciolto la riserva.