In ogni caso nessun gruppo o individuo si è fatto avanti per rivendicarli. Kirby ha anche spiegato che condizioni geografiche e meteo difficili renderanno arduo e lungo il recupero dei resti di quei tre oggetti, abbattuti in zone remote e gelide, tra Alaska, lago Huron e lo Yukon canadese. Secondo altre fonti dell’amministrazione, Washington e Ottawa potrebbero addirittura non essere in grado di recuperare i detriti. In tal caso ci si dovra’ affidare solo alle osservazioni da parte dei piloti militari statunitensi, ai modelli di volo degli oggetti prima che fossero abbattuti e alle valutazioni dell’intelligence. Kirby ha anche confermato che il primo missile sparato da un jet militare sull”Ufo’ sopra il lago Huron ha mancato il bersaglio ed è caduto in acqua, senza fare danni. Uno smacco per l’Air Force, che mette in discussione la capacità Usa di neutralizzare qualsiasi minaccia aerea al primo colpo.
Restano intanto le tensioni diplomatiche tra gli Usa e il Dragone, che anche martedì ha rilanciato le sue accuse a Washington di aver fatto volare “palloni nel mondo entrati illegalmente in Cina e in altri Paesi importanti almeno 10 volte” dal maggio 2022. Pechino però non ha offerto alcuna prova e la Casa Bianca continua a negare in modo perentorio. Lo stallo del “Balloon-gate” ritarda gli sforzi per il ‘reset’ delle relazioni bilaterali. L’amministrazione Usa cerca tuttavia di riallacciare il dialogo. Joe Biden, pur se pressato dai repubblicani, ha minimizzato la portata del pallone-spia, mentre il segretario di stato Antony Blinken, che ha rinviato il suo viaggio a Pechino, sta valutando di incontrare alla conferenza di Monaco sulla sicurezza il capo della diplomazia del Partito comunista cinese, Wang Yi.