(ANSA) – SAN PAOLO, 15 FEB – Nel Brasile di Lula, dove la
lotta alla deforestazione dell’Amazzonia e la salvaguardia dei
popoli indigeni sono diventati una priorità politica, il
procuratore generale, Augusto Aras, rilancia sulla tecnologia
del GeoRadar, “uno degli strumenti più importanti per combattere
i crimini ambientali, dalle invasioni dei cercatori d’oro al
traffico di legname”, spiega in un’intervista in esclusiva a due
agenzie di stampa europee, tra cui l’ANSA.
Un’expertise che potrebbe essere esportata anche oltreoceano.
La prima presentazione del sistema, sviluppato in
collaborazione con l’Università brasiliana di Lavras, risale a
ottobre, in pieno periodo elettorale e ancora sotto
l’amministrazione di Jair Bolsonaro, finita tra l’altro sul
banco degli imputati per la cattiva gestione della crisi
umanitaria del gruppo etnico degli Yanomami. Ma è col nuovo
esecutivo, in cui la ministra per i popoli indigeni Sonia
Guajajara e la responsabile per l’Ambiente Marina Silva guidano
la riscossa per la salvaguardia dell’Amazzonia e la cacciata di
migliaia di trafficanti, che il GeoRadar sta mostrando tutte le
sue potenzialità.
La tecnologia si basa “sulla georeferenziazione e riunisce
oltre 450 banche dati di enti pubblici. Funziona come una sorta
di mappa interattiva, sulla quale possono essere individuati
quasi in tempo reale episodi di deforestazione o invasioni di
aree indigene”, afferma Aras.
Se prima occorrevano circa cinque mesi per raccogliere dati
da utilizzare come prova, oggi in pochi minuti i pubblici
ministeri sono in grado di identificare i crimini commessi nei
luoghi più remoti del Brasile. Il sistema facilita anche la
lotta agli incendi, con procure che possono individuare le aree
colpite, e accedere alle immagini per identificare i
responsabili del reato, ma anche per misurare con precisione
l’entità del danno.
“Col GeoRadar abbiamo le condizioni necessarie per fare un
buon lavoro”, afferma il procuratore generale, sottolineando
anche la recente assunzione di trenta magistrati per
l’Amazzonia, dieci dei quali dedicati esclusivamente alla difesa
delle popolazioni indigene e dell’ ambiente.
Un armamentario a cui si sommano, per la prima volta nella
storia della Procura generale, la disponibilità di una flotta
aerea e fluviale” per salvaguardare i polmoni del mondo da una
lenta e inesorabile distruzione. (ANSA).