Terremoto in Turchia, la vita spezzata di Wafa Hasan morta ad Antiochia. Il ricordo dell’amica: “Sognava di lavorare con i bambini”
Il corpo di Angelo Zen è stato individuato da una unità cinofila del soccorso alpino della Guardia di Finanza italiana. I finanzieri inviati dal ministero degli Esteri a supporto della Protezione civile italiana hanno scavato incessantemente da lunedì tra i resti del Safron Hotel, l’albergo di 8 piani dove alloggiava Zen completamente distrutto dal sisma.
Sul posto hanno operato insieme Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco, polizia e carabinieri, in stretto contatto con il ministero degli Esteri. Grazie all’analisi delle planimetrie dell’hotel, le squadre italiane sono prima riuscite ad individuare il punto in cui si trovava la camera e successivamente, dopo tre giorni di ricerca sotto le macerie, hanno individuato 3 corpi. Quello di Zen è stato l’ultimo ad essere estratto, con l’aiuto delle squadre Usar turche. Il riconoscimento del sessantenne veneto è stato invece effettuato dal personale di polizia e carabinieri, oltre che da quello dell’Ambasciata italiana ad Ankara giunto sul posto.
Ad individuare il corpo di Zen – ha riferito il capo dell’aliquota del soccorso alpino della Guardia di Finanza sul posto, il tenente colonnello Alessandro Alberioli – è stato il cane Fury, specializzato nella ricerca di persone e condotto dall’appuntato Francesco D’Urso, istruttore cinofilo del soccorso alpino di Antrodoco (Rieti). L’animale ha anche riportato ferite alle zampe che hanno richiesto diversi punti di sutura. “Stiamo operando da giorni in condizioni molto difficili”, racconta Alberioli. L’unità, composta da sei finanzieri e tre cani, gli unici presenti nella zona, fa base ad Antiochia dove sta cercando altri 24 dispersi sotto un edificio di 7 piani ridotto in macerie. Ogni giorno però due finanzieri e un cane si sono spostati a Kahramanmaras alla ricerca di Angelo Zen.
Zen, 60 anni, era un tecnico industriale specializzato in macchinari per l’oreficeria della provincia di Vicenza. Si trovava in Turchia per un viaggio di lavoro e alloggiava in un albergo di Kahramanmaras, una delle più colpite dal sisma che ha devastato il Sud della Turchia più di una settimana fa, distrutto dal terremoto. La sua famiglia aveva perso i contatti con lui il 5 febbraio. La mattina successiva avrebbe dovuto incontrare un socio turco per discutere di lavoro.
Alcuni giorni fa il ritrovamento di un corpo aveva fatto pensare che potesse essere quello di Zen, ma il cadavere è stato poi identificato dalla famiglia turca attraverso il cellulare e le scarpe. A confermarlo all’Agi erano stati i vigili del Fuoco e il soccorso alpino della guardia di Finanza di Passo Rolle, parte dei 60 uomini che l’Italia ha inviato per la ricerca di sopravvissuti e cadaveri in Turchia, alcuni dei quali erano stati dislocati a Kahramanmaras per cercare di dare risposte sul destino del nostro connazionale.
Sono almeno 42mila le vittime del terremoto: 36.187 in Turchia, secondo i dati forniti dalla protezione civile turca, e almeno 6 mila in Siria. Tra questi, anche la famiglia italiana di origine siriana che risultava dispersa ad Antiochia, città turca colpita dal sisma. I corpi di tre adulti e tre minori sono stati ritrovati l’11 febbraio.
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