Predatore, indipendente, libero, non necessariamente simpatico. Piccolo o grande, a pelo lungo o corto o senza pelo. E ancora tigrato, di “razza” o soriano, oggi festeggiamo il gatto, dalla notte dei tempi, uno dei migliori amici dell’uomo. Amici sì, ma “mai schiavi” come amava ricordare lo scrittore, e poeta francese, Théophile Gautier.
In Italia quelli che vegliano nelle nostre case sono 7,9 milioni.
La Giornata nazionale del gatto si celebra ogni 17 febbraio dal 1990. La data fu scelta con un sondaggio, condotto dalla rivista Tuttogatto: il mese per via dell’Acquario, segno zodiacale di spiriti indipendenti e sognatori e perché febbraio era definito “il mese dei gatti e delle streghe” ; il giorno per ricordare la vecchia superstizione, purtroppo ancora comune, dei gatti neri portatori di iella. In realtà la cifra romana XVII, il cui anagramma è VIXI, cioè “ho vissuto”, per i gatti diventa “una vita per 7 volte”, più che sfortuna, un augurio.
Gatti divini – Tamit
Nell’antico Egitto i gatti erano considerati sacri e divini, e, una volta morti, veniva loro tributato l’onore della mummificazione. Al Museo del Cairo è conservata la tomba di una gatta, quella del principe Thutmose. Si chiamava Tamit, dove ‘Ta’ è la parola egiziana per ‘la’ e ‘mit’ è la forma femminile della parola “gatto” (‘miw’): dunque, semplicemente, “La gatta”. Thutmosi non era il solo personaggio di rilievo del regno di Amenofi III ad avere un gatto domestico.
Figure feline compaiono nelle incisioni sepolcrali e nei papiri, con piccole distinzioni: il gatto era sacro al Sole e a Osiride, mentre la gatta alla Luna e a Iside. Pare che abbia origine in Egitto anche la credenza che ogni gatto abbia sette – o forse nove – vite. I gatti “sacri” ricorrono anche in altre civiltà. Nel Pantheon Greco la dea Ecate, legata al mondo infero e agli incantesimi, assumeva forma felina. Nel mondo celtico la maga di nome Ceridwen, era accompagnata da gatti bianchi.
Infine, il 2023 in Vietnam è l’Anno del gatto, forse un tributo a un grande cacciatore in un paese dove i topi un tempo erano un problema serio per i contadini. La presenza dei mici nei campi portava raccolti prosperosi. Per ingraziarseli sostituirono il coniglio con il gatto nello Zodiaco.
Statue di gatti rinvenute nelle tombe egizie
Gatti neri – Behemot
Complice il luttuoso colore, sono invece neri i gatti delle streghe, secondo una leggenda medievale che ancora persiste nella superstizione. E’ probabile che la convinzione che l’attraversamento di un gatto nero lungo la strada sia presagio di sventura non si debba ad altro che alla paura dei cavalli che, nel buio della notte, non vedendo il gatto nero ma solo troppo tardi il riflesso dei suoi occhi, si imbizzarrivano per lo spavento.
Nero è Behemot, il gatto che accompagna Voland, personificazione del Diavolo, nel capolavoro di Michail Bulgakov ne Il Maestro e Margherita, uscito nel 1967.
Un gatto nero nella Casa-Museo di Bulgakov
Gatti Bianchi – Poldo
Quello nella foto qui sotto si chiama Poldo, ha due anni e mezzo, vive in Valsugana ed è il gatto più bello del mondo del 2023. E’ un Norvegese delle Foreste. Lo hanno deciso gli esperti dell’Esposizione internazionale felina che si è svolta a Padova.
Il suo vero nome è Eryn Galen Forlindon ma tutti lo conoscono come Poldo per le sue grandi dimensioni: oggi pesa 8 chili e non ha ancora finito di crescere. Ma il suo carattere è mite e affettuoso.
Qui il servizio della Tgr
Gatti al cinema e a teatro – Gatto
In Colazione da Tiffany, l’indimenticabile film del 1961, Audrey Hepburn si mantiene aggrappata alla sua idea di libertà rifiutando di dare un nome al suo micio, che chiama appunto “Gatto”, nella convinzione che questo salvi entrambi dal rischio di appartenere a qualcuno.
Nel 2016 un gatto è diventato protagonista di A spasso con Bob, film tratto dall’autobiografia di James Bowen, in cui un micio accompagna il suo padrone, senzatetto e con una storia di tossicodipendenza, lungo la strada della rinascita.
I gatti hanno invaso anche il teatro con il musical dei record Cats, composto da Andrew Loyd Webber sulla base del libro di T. S. Eliot nel 1981. Fu lo spettacolo che ha registrato il maggior numero di repliche consecutive (7.485), visto da un numero impressionante di spettatori: si parla di oltre 73 milioni.
Gatti animati – Tom, Stregatto, Romeo, Garfield
Il povero Tom perennemente a caccia del topo Jerry vanta in condivisione con il roditore ben 13 candidature agli oscar come miglior Cortometraggio di animazione, con ben 7 statuette portate a casa. Non poco visto che il Colosso Disney, con i suoi film d’animazione e le centinaia di personaggi, nella stessa categoria ne ha vinte 12.
A proposito, il primo gatto “Disney” è il viziatissimo Lucifero della matrigna di Cenerentola, poi ci sono i siamesi “terribili” di Lilli e il Vagabondo, lo strampalato Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie, e gli indimenticabili Aristogatti, del 1970 in cui la nobilissima Duchessa viene salvata insieme ai suoi tre cuccioli artisti dal randagio Romeo, che per l’occasione in Italia riceve un irresistibile doppiaggio romano e diventa Romeo, er mejo Der Colosseo.
Dreamworks ha dedicato un film intero al furbissimo Gatto con gli stivali con gli occhioni dolci, apparso nel film di Shrek del 2001, e nei successivi. Infine al gattone arancione Garfield, protagonista dal 1978 di una serie di strisce a fumetti, le più pubblicate al mondo, creato da Jim Davis, sono stati dedicati un cartone animato, e poi due film per il grande schermo, nel 2004 e nel 2006 (in uscita un terzo).
Gatti al bar
Da New York a Parigi, da Bruxelles a Roma, si è sparsa la moda dei Cat Cafe’. Bar e ristoranti che insieme a cibo e bevande offrono il servizio coccole e fusa.
Gatti star dei social – Stepan
Dal suo profilo ‘loveyoustepan’ aveva raccontato la fuga sotto le bombe da Kharkiv, dove viveva fino all’inizio dell’invasione russa con la sua famiglia. Oggi il gatto Stepan è una star di Instagram da 1,3 milioni di followers e simbolo dell’Ucraina, ospite d’onore al Festival di Cannes dove, ‘in gran spolvero’, ha ricevuto il prestigioso premio WIBA 2022 (World Influencers and Bloggers Award), il riconoscimento che va ai personaggi più influenti sui social.
Alla cerimonia di premiazione, Stepan indossava un papillon blu e giallo, ed era accompagnato dal Tiktoker più seguito al mondo, Khaby Lame.
Il gatto ucraino Stepan ha ricevuto il prestigioso premio a Cannes
I gatti di Rainews
Infine, come da tradizione, eccoli: i “nostri” gatti, quelli di Rainews…