(ANSA) – ROMA, 17 FEB – E’ Milano l’area territoriale con
il reddito da lavoro dipendente pro capite più alto in Italia
con 30.464 euro nel 2021 e un aumento del 6,7% sul 2019 mentre
Rieti è la provincia con il monte salariale pro capite più basso
con appena 3.317 euro. E’ quanto emerge da uno studio del Centro
Studi Tagliacarne che sottolinea come l’importo salariale pro
capite sia diminuito nel 2019 in 22 province su 107 e si attesti
nella media nazionale a 12.473 euro.
C’è una caduta del salario pro capite (rapporto tra
l’insieme dei redditi da lavoro dipendente e popolazione
residente) a Venezia, Firenze e Prato di circa 1.000 euro tra
il 2019 e il 2021, dato che risente probabilmente della
diminuzione del turismo e di una parte della produzione con la
pandemia mentre per la media nazionale si registra un aumento di
301 euro (+2,5%).
Se Milano ha un reddito da lavoro dipendente pro capite
che è circa 9 volte quello della provincia di Rieti va detto
anche che nel capoluogo lombardo il reddito da lavoro dipendente
rappresenta oltre il 90% del reddito disponibile contro il 23,9%
di Rieti e il 63,1% della media nazionale.
“L’analisi dimostra – dice Gaetano Fausto Esposito,
direttore generale del Centro Studi Tagliacarne – che la
geografia delle retribuzioni è diversificata territorialmente, e
sotto vari aspetti non rispetta la tradizionale dicotomia
Nord-Sud. Infatti se confrontiamo la graduatoria del Pil pro
capite con quella delle retribuzioni, vediamo che nel primo caso
praticamente tutte le ultime trenta posizioni sono appannaggio
di province meridionali (con la sola eccezione di Rieti), mentre
in quella delle retribuzioni pro-capite troviamo ben 10 province
del Centro-Nord, il che induce a riflettere sulle politiche dei
redditi a livello locale”. (ANSA).