PROVA D'AUTORE – In 346 pagine "Alessandro Del Piero. l'ultimo atto di un campione infinito". Galimberti lo racconta: "Il più forte e il più amato. Facile invocarlo ora, bisognava pensarci prima"

Tempo di lettura: 6 minuti
di Andrea Bosco



Non ricordo chi fu. Forse Alfio Caruso che al “Giornale“ era il  caporedattore dello sport (oltre che degli spettacoli e della  televisione). Forse Tony Damascelli. Forse Elia Pagnoni. So che un giorno uscì “L’uomo chiamato Juventus“  rivolto a Giampiero Boniperti: calciatore, dirigente, infine presidente.  Neppure Gianni o Umberto Agnelli avevano ricevuto  una simile definizione. Dal Padova , era arrivato  il ragazzino di San Vendemiano  con un  fisico da impiegato, ma anche con i piedi fatati. Con  una forza mentale che solo i grandissimi hanno. Per 19 anni, vincendo tutto il possibile (anche con la maglia della Nazionale)  tra gioie e dolori, tra prestazioni esaltanti, micidiali infortuni, panchine sofferte mai pubblicamente contestate. Fino  ad un addio “imposto“ dalla società, ma indimenticabile in uno scenario da film hollywoodiano. Con un intero stadio in lacrime  salutando il “suo“ campione.


Quel giorno Alessandro Del Piero è diventato  il secondo “Uomo chiamato Juventus“. Quando l’Avvocato dopo aver tessuto le lodi di Baggio definendolo il “Raffaello del calcio“, indicò  Del Piero  come un “Pinturicchio“, la critica (calcistica) la prese come una diminutio.  Ma l’Avvocato che “sapeva“ di arte era consapevole di aver citato un gigante della pittura italiana:  Bernardino di Betto Betti, maestro della  scuola umbra del secondo Quattrocento,  che  padroneggiava sia la pittura da tavola, che l’affresco che la miniatura. E che  aveva uno stile raffinato  che lo portò a rivaleggiare  proprio con Raffaello e con il Perugino. Il soprannome di Pinturicchio (“piccolo pintor“)  gli derivava dalla sua corporatura minuta. Bernardino Betto Betti lo fece proprio firmando con il soprannome numerose delle sue opere .


Tanti grandi campioni sono entrati nel cuore dei tifosi della Juventus.  Così tanti e così straordinari che ci vorrebbe una enciclopedia per raccontarli tutti. Anche per una semplice  carezza nel ricordo di quelli come Gianlucaccio Vialli e Tino Castano che recentemente ci hanno lasciati.


Alex Del Piero è uno che in realtà non ha mai lasciato la Juventus. Non potrà mai farlo. Unico per come ha saputo essere juventino. Nella vittoria  e nella sconfitta. Per aver capito l’unicità di un club del quale  l’Avvocato che l’amava quasi quanto amava la Fiat, dopo aver lodato gli avversari, era solito dire: “Noi? Beh noi, noi siamo la Juventus”. E non era il pluralia majestatis che uno come lui, in fondo, avrebbe potuto permettersi. Noi: il più occasionale dei tifosi. E  gli Alex Del Piero. Sul quale Alessandro Galimberti, giornalista e docente all’Università Cattolica di Milano, ha scritto un libro: “Alessandro Del Piero. l’ultimo atto di un campione infinito”. Edizioni  Diarkos  Nella prefazione Bruno Pizzul, indimenticabile voce della Rai segnala il filo che ha condotto Galimberti a scrivere di Del Piero:  la correttezza dei comportamenti, la modestia mantenuta anche nei momenti di massimo fulgore: uno capace di promuovere i fondamentali valori educativi dello sport.  Per Galimberti, “Del Piero è stato il più forte e il più amato, non solo tra gli juventini”.


Ho contattato  Alberto Galimberti e quanto segue è il risultato della nostra conversazione .


E’ un momento complicato quello che sta vivendo la Juventus. Forse il più complicato della sua storia. E l’immenso popolo che la venera  da tempo invoca un ritorno di Alex Del Piero in società


“Per varie ragioni non si arrivò ad un saluto concordato. Del Piero nelle  sue ultime stagioni alla Juve giocò poco ma risultò sempre decisivo. Tranne una fugace apparizione all’ Allianz, lontano da un decennio  dalla Juve: imprenditore all’estero, commentatore televisivo. Ma sempre nel cuore dei tifosi che gli tributarono nella sua ultima gara a Torino un saluto commovente e spontaneo“.


Il suo ritorno sarebbe un bene per la Juve?


“Durante i nove scudetti di fila, nessuno ha mai detto ‘se ci fosse Del Piero’.  I tifosi avevano la pancia talmente piena che neppure festeggiavano i titoli. Non mi ha sorpreso che le strade tra Alex e Andrea Agnelli si siano divise. Ora è facile invocare Alex come il salvatore della patria. Ma bisognava pensarci prima. Forse certe situazioni sarebbero state evitate. Ma la  speranza dei tifosi è legittima e  comprensibile“.


Del Piero, Mancini o Totti?


“Parliamo di calciatori straordinari. La creatività raffinata di Mancini. Il tiro e le soluzioni sfrontate di Totti. Ma la tecnica di Del Piero è stata probabilmente  unica. Un numero 10 moderno. Leale: solo due rossi in carriera. E poi quel tiro morbido diventato un mantra: il tiro alla Del Piero“.


  Il gol top di Del Piero ?


“Uno solo non basta.  Il top per me a Bari dopo l’infortunio che lo tenne fermo un anno. Il più bello con la Fiorentina in rimonta dopo la doppietta di Vialli. Il più incredibile con il Dortmund in Germania . Il più importante in semifinale ai Mondiali contro la Germania“


Il Bernabeu che si spella le mani  per un avversario. Raramente è accaduto nella casa dei blancos


“Del Piero è stato il calcio  al livello dei più grandi. E il pubblico del Real Madrid che ha visto i migliori ha il palato fine. Sa  riconoscere i fuoriclasse“ .


Del Piero e Totti assieme che coppia sarebbe stata?


“Incredibile. Trapattoni  tentò l’esperimento. Ma in Italia  abbiamo la sindrome di Tafazzi. Era già accaduto con  Mazzola e Rivera (col resto di Mario Corso)“.


Ha dato più Del Piero alla Juventus o la società bianconera a Pinturicchio?


  “Bisogna valutare l’arco temporale . Boniperti gli diede una occasione prelevandolo dal Padova . Gliela diede anche Lippi che si oppose alla sua cessione  quando  la Juve lo aveva praticamente venduto  al Parma. Direi che nel tempo Del Piero ha rimborsato  la Juventus. Lui scese in serie B con la “sua“ squadra dopo Calciopoli. Eppure Fergusson lo aveva chiamato. Alex declinò l’invito. Aveva 33 anni  e rinunciò a disputare la Champion’s. Rinunciò a giocare in un campionato che lo affascinava“ .


Eppure Capello sovente lo teneva in panchina preferendo giocare con Trezeguet e Ibra in attacco. E non andò meglio con Conte in una Juve che vinse lo scudetto ma che in attacco aveva i Vucinic, i Matri, i Quagliarella : ottimi  giocatori ma non paragonabili a Del Piero.


“Gli allenatori sono sovente imperscrutabili. Eppure Del Piero entrava dalla panchina  e faceva gol decisivi. Come quello in Coppa Italia con la Roma. O quello in campionato contro l’Inter a Torino. Che per me fu anche una risposta a Conte.  Mai una protesta. Mai un labiale fuori posto, mai un gesto di stizza. Giocatore di uno spessore diverso“ .


Malinconia?


“Come non averne. Da ragazzino ho imparato cosa fosse il calcio guardando Alex Del Piero. Ho imparato molto anche dal suo comportamento: in campo e fuori dal campo. Oggi uno come Del Piero non esiste e chissà mai se ancora esisterà“ .


Perché in Italia non nascono più i Del Piero?


“Uno così nasce una volta ogni cinquant’ anni. Oggi i ragazzi non hanno pazienza. Un tiro alla Del Piero non si improvvisa. Si costruisce oltre che con il talento anche con l’allenamento, la ripetizione del gesto. Ma Del Piero a farlo si divertiva. Oggi i ragazzi non si divertono  a giocare. Gli interessa solo ‘arrivare’“.


24 gennaio 2003: Gianni Agnelli è morto. Nel suo posto in tribuna al Delle Alpi c’è la sua sciarpa. Lo stadio è silenzioso: la morte di  quell’uomo è una perdita devastante.  In campo la Juventus affronta il Piacenza. E Del Piero fa un incredibile gol di tacco in acrobazia. Il suo omaggio a chi oltre che Pinturicchio lo aveva definito “Godot“ quando, dopo l’incidente patito ad Udine,  sembrava avviato ad un inesorabile declino


“Un gol così, per farlo, devi averlo immaginato. Io credo che Alex in quel modo volesse segnare. Per  onorare l’Avvocato“ .


Stava per andare al Parma, ma  alla fine Luciano Moggi cedette Roberto Baggio: quanto deve Del Piero a Moggi?


“Avendo avuto, almeno così è sempre sembrato, un buon rapporto con la proprietà e con i dirigenti di allora Giraudo e Moggi, penso molto. Moggi del resto ha sempre avuto un grande fiuto per i giocatori“


La Juve oggi?


“Non me la sento di dire qualche cosa. Nonostante l’emergenza infortuni e quello che sta succedendo fuori dal campo, spero che la squadra  si ricompatti e finisca bene la stagione“ .


Nonostante Del Piero (e tanti altri) la Juve ha sempre avuto difficoltà con la Champion’s


“Una nel 96 l’ha vinta. Avesse vinto la finale del 97  con il Dortmund, che lo vide in tribuna per un tempo e poi in campo a fare un incredibile  quanto inutile gol di tacco, probabilmente avrebbe vinto quel Pallone d’Oro che  quell’anno assegnarono a Summer“.


Mondiale del 2006 non da titolare …


“Nessuna squadra, neppure le Juventus nelle quali lui spopolava è mai stata costruita per Del Piero. In Nazionale Alex si è sempre messo a disposizione della squadra, sacrificando il suo ego. Cosa non facile se ti chiami Alex Del Piero“ .


Lo rivedremo alla Juve ?


“Speriamo“


Gli hai mandato il tuo libro?


“L’ho mandato a chi cura la sua immagine“


Ti ha chiamato?


“Non ancora. Ma spero accadrà“.

 


Notarella  personale:  caro Alex Del Piero, il libro di Galimberti è corposo: 346 pagine. Ci vuole  tempo a leggerlo.


Ma è un affettuoso atto di stima nei tuoi confronti. La riconoscenza del “tifoso” per quanto hai fatto con la maglia della Juventus, per come hai vissuto quei 19 anni incredibili e per quello che hai fatto provare a chi ti ha considerato una bandiera.  Se non riesci a telefonare a Galimberti, almeno mandagli un biglietto: lo merita.


https://diarkos.it/index.php?r=catalog%2Fview&id=209

 


Autore ALBERTO GALIMBERTI


Titolo ALESSANDRO DEL PIERO


Collana GRANDE SPORT


Argomento SPORT


Pagine 360


Prezzo 18.00


Formato 14.00×21.00 cm


Legatura brossura con alette


EAN9788836161942

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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