L’Azienda napoletana mobilità, Anm, ha parlato di un’adesione allo sciopero di oltre il 30%. Nella maggior parte delle città bus, metro e treni si sono fermati dalle 8,30 alle 17 e dalle 20 sino a fine servizio. Il servizio è stato garantito solo nelle fasce che comprendono le ore di punta. Si tratta di “mobilitazioni che vogliono rivendicare la centralità dei trasporti pubblici e del ruolo degli addetti al settore, principali vittime delle privatizzazioni selvagge, dei continui ricorsi ad appalti, subappalti e subaffidamenti che alimentano sfruttamento e precarizzazione”, sottolinea il sindacato. Tra le richieste dell’Usb la “parificazione contrattuale” tra aziende pubbliche e private, una “nuova scala parametrale” che garantisca aumenti salariali e “annienti le penalizzazioni” economiche ai nuovi assunti, “la diminuzione” dell’orario di lavoro “a 35 ore settimanali a parità di salario”, l’avvio di un Piano Nazionale dei Trasporti e “una maggiore tutela” sulla sicurezza e salute sul lavoro. E l’Usb chiama già tutti a raccolta con un presidio di lavoratrici e lavoratori per il 3 marzo davanti al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a Porta Pia. E mentre in Italia la protesta ha coinvolto il trasporto pubblico locale, in Germania a mobilitarsi è stato il settore aeroportuale. Lo sciopero del sindacato Verdi ha coinvolto la maggior parte dei principali aeroporti tedeschi, con operazioni interrotte o limitate a Francoforte, Monaco, Hannover, Stoccarda, Brema, Amburgo e Dortmund. Disagi si sono registrati anche negli aeroporti che non erano in sciopero, come Berlino. L’Associazione aeroportuale tedesca stima che quasi 300mila passeggeri siano stati colpiti da ben 2.340 cancellazioni di voli.