A proposito del pallone-spia cinese Blinken ha “detto direttamente” al ministro di Pechino che si è trattato di “una violazione inaccettabile della sovranità degli Stati Uniti e del diritto internazionale” avvertendo che “questo atto irresponsabile non dovrà verificarsi mai più”.
Il segretario di Stato ha ribadito che gli Stati Uniti “non tollereranno alcuna violazione della nostra sovranità” e che “ormai tutto il mondo conosce il programma di sorveglianza della Cina con il pallone-spia che ha sorvolato oltre 40 Paesi in 5 continenti”.
Secondo quanto riferisce l’emittente televisiva statale cinese Cgtn, che specifica che quello di oggi tra Wang e Blinken è stato un “contatto informale” tenutosi “su richiesta degli Stati Uniti, Wang Yi ha protestato per l’abbattimento del pallone ad opera degli Stati Uniti e “ha chiesto a Washington di affrontare e risolvere il danno recato alle relazioni sino-statunitensi dall’indiscriminato uso della forza“.
“Sui palloni gli Stati Uniti hanno avuto una reazione assurda e isterica, inaccettabile”, ha tuonato Wang, accusando Washington di “disonestà” e di “abusi”. E di “protezionismo al 100%, egoismo al 100%, azione unilaterale al 100%” per quanto riguarda le restrizioni all’esportazione di semiconduttori fabbricati da società cinesi. Secondo l’inviato di Pechino, Washington, con la sua scelta, sta cercando di “diffamare” il gigante asiatico.
Sulla guerra della Russia contro l’Ucraina, Blinken ha avvertito il suo omologo cinese “delle implicazioni e delle conseguenze se la Cina fornisse supporto materiale alla Russia o aiuto nell’aggirare le sanzioni”. Il segretario di Stato americano ha anche ribadito la condanna per il test del missile balistico da parte della Corea del Nord.
Blinken ha poi sottolineato con il funzionario di Pechino “l’importanza di mantenere la pace e la stabilità nello Stretto di Taiwan“. Gli “Stati Uniti non hanno cambiato idea rispetto alla loro politica di lunga data di sostegno all’Unica Cina”, ha detto il segretario di Stato Usa.
Prima dell’incontro era stato accolto con molta cautela da Washington l’annuncio di Wang Yi che aveva presentato il suo Paese come un paladino della “pace”, ripetendo il termine una trentina di volte: “proporremo un’iniziativa con la posizione cinese sulla soluzione politica della crisi ucraina“, dopo aver ribadito che Mosca e Kiev dovrebbero “sedersi intorno al tavolo ”.
La vicepresidente americana, Kamala Harris, presente anche lei a Monaco, ha subito messo in dubbio la neutralità mostrata dalla Cina. Gli Stati Uniti sono “preoccupati dal fatto che Pechino abbia approfondito i suoi rapporti con Mosca dall’inizio della guerra”, ha sottolineato. “Qualsiasi mossa della Cina per fornire un sostegno letale alla Russia ricompenserebbe solo l’aggressione, continuerebbe le uccisioni e minerebbe ulteriormente un ordine basato sulle regole”, ha avvertito il vicepresidente.
Secondo il Wall Street Journal, Pechino si è ritagliata un ruolo nel conflitto e sta continuando a fornire a Mosca piccoli droni commerciali che finiscono per aiutare le forze russe in Ucraina.
Quando l’ambasciatore Wolfgang Ischinger ha chiesto se potesse rassicurare la grande sala del Bayrischer Hof sul fatto che non sia imminente un attacco a Taiwan, Wang Yi ha risposto: “Io posso assicurare a questa platea che Taiwan è parte del territorio cinese. Non è mai stato uno Stato autonomo e non lo sarà neanche in futuro. Non è la Cina a voler cambiare questo status quo, ma forze separatiste a Taiwan. Noi dobbiamo impegnarci contro il separatismo”. “Ripetiamo quanto sia importante mantenere l’integrità e la sovranità territoriale”, ha detto in riferimento all’Ucraina, avvertendo tuttavia che “questo deve valere anche per la Cina, e che non ci siano doppi standard”. Per Pechino, ha insistito, gli americani hanno “una percezione sbagliata della Cina” e condizionano i loro alleati. “Noi vogliamo che il mondo sia un posto più sicuro e lavoriamo per la pace”, ha chiosato.
L’incontro, fortemente voluto dai funzionari americani, arriva dopo che il presidente Usa Joe Biden questa settimana ha segnalato la sua disponibilità ad allentare le tensioni tra i due rivali, dicendosi addirittura pronto a parlare con il leader cinese Xi Jinping nonostante la vicenda del pallone spia abbia notevolmente riacceso le tensioni tra Washington e Pechino.
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