Media: Wang Yi a Mosca per colloqui su piano di pace
Il capo della diplomazia del Partito comunista cinese Wang Yi è arrivato a Mosca per colloqui su un possibile piano di pace per l’Ucraina. Lo riporta Sky News. Wang Yi si è recato ieri in Russia per l’incontro, secondo il quotidiano russo Kommersant. “Lo scopo principale del suo viaggio è aumentare il ruolo di Pechino” sulla questione ucraina, scrive il giornale, aggiungendo che i colloqui sono “disegnati per accelerare la risoluzione della crisi, che comporta costi crescenti per Pechino nei rapporti con l’Occidente”, mentre sullo sfondo restano le accuse occidentali sul fatto che Pechino possa fornire assistenza militare a Mosca.
Kiev, bombardati dai russi due distretti di Kharkiv
Le forze russe hanno bombardato questa mattina i distretti di Kharkiv e Kupyan, nella regione ucraina di Kharkiv. A riferirlo su Telegram è Oleg Sinegubov, capo dell’amministrazione militare regionale di Kharkiv. “Verso le 5:00 del mattino, il nemico ha bombardato il distretto di Kupyan. Un edificio residenziale privato è stato distrutto nel villaggio di Novoosynove. Secondo i dati preliminari, sotto le macerie potrebbe esserci una donna. Sul posto stanno lavorando i soccorritori”, ha scritto il funzionario, aggiungendo che nel villaggio è stata danneggiata un’azienda agricola ed è scoppiato un incendio. “Inoltre, al mattino il nemico ha bombardato un villaggio nel distretto di Kharkiv. Due civili sono rimasti feriti”.
Cina contro “false” affermazioni Usa su armi
Gli Usa devono smetterla di “scaricare la colpa e diffondere false affermazioni”: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin, nel consueto appuntamento con la stampa, in risposta a una richiesta di commento sulle ultime affermazioni del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, secondo cui la Cina sta valutando la possibilità di fornire armi e munizioni alla Russia nella guerra in Ucraina. “La Cina – ha insistito – continuerà a schierarsi fermamente dalla parte del dialogo e della pace”.
Zelensky, “Difesa Bakhmut finché sarà ragionevole”
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato che l’Ucraina continuerà la difesa della città di Bakhmut, dove i combattimenti infuriano da mesi, ma “non a ogni prezzo e per morire tutti”. “Combatteremo sino a che sarà ragionevole”, ha detto nell’intervista concessa alla stampa italiana alla vigilia dell’arrivo a Kiev della premier Giorgia Meloni.
Intelligence Gb, Mosca potrebbe fingere conquista di Bakhmut
In coincidenza con il primo anniversario dell’inizio dell’invasione russa in Ucraina, il prossimo 24 febbraio, Mosca rivendicherà la conquista di Bakhmut, indipendentemente dall’effettiva realtà sul campo. La previsione è del ministero della Difesa britannico, nel suo ultimo aggiornamento sulla guerra in Ucraina, diffuso via Twitter. “Le truppe russe – aggiunge l’intelligence militare britannica – sono probabilmente sottoposte a crescenti pressioni politiche con l’avvicinarsi dell’anniversario dell’invasione”.
Zelensky, “La guerra sarà di breve durata, e vinceremo”
“Ci stiamo preparando a una guerra di breve durata, che terminerà con una vittoria”: il presidente ucraina, Volodymyr Zelensky – a ormai un anno dall’inizio dell’invasione russa e alla vigilia dell’incontro con la premier Giorgia Meloni – si dice ottimista sull’esito della guerra. Il leader ucraino, che ha parlato con tre giornali italiani, alla vigilia dell’arrivo di Meloni a Kiev, è scettico anche sull’opportunità di “una tregua, che servirebbe solo a loro”. “Più veloce sarà la guerra, meno vittime avremo: nel 2014 il conflitto si congelò e per noi non è andata bene. Gli accordi di Minsk hanno dato a Putin il tempo per preparare l’attacco dell’anno scorso: non cadremo più nella stessa trappola”.
Ambasciatore Usa presso Onu, Cina oltrepasserebbe la linea con aiuti a Mosca
In un’intervista alla Cnn, l’ambasciatrice statunitense alle Nazioni Unite Linda Thomas-Greenfield ha affermato che “si oltrepasserebbe la linea rossa” se la Cina fornisse aiuti letali alla Russia. “Accogliamo con favore l’annuncio cinese che vogliono la pace perché è quello che vogliamo sempre perseguire in situazioni come questa”, ha detto. “Ma dobbiamo anche essere chiari sul fatto che se ci sono pensieri e sforzi da parte dei cinesi e di altri per fornire un supporto letale ai russi nel loro brutale attacco contro l’Ucraina, ciò è inaccettabile”, ha aggiunto. Il 18 febbraio il segretario di Stato americano Antony Blinken ha dichiarato che Washington teme che Pechino stia valutando la possibilità di fornire a Mosca “supporto letale”, come armi.
Allarme antiaereo in Zaporizhzhia, Dnipro e Kharkiv
L’allarme antiaereo è scattato stanotte nelle regioni ucraine di Zaporizhzhia, Dnipro e Kharkiv. Lo rendo noto il portale ufficiale di allerta antiaerea del pPese, citato dai media locali. Secondo le stesse fonti, dopo circa 4 ore l’allarme è rientrato. Al momento non si hanno notizie di bombardamenti avvenuti nelle regioni ucraine interessate dall’allerta. Due missili russi hanno invece colpito ieri sera una zona industriale della città di Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Si registrano danni ma nessuna vittima, secondo il sindaco Oleksandr Honcharenko citato dai media locali. 04:38
Mosca sta ristrutturando le linee logistiche
Dmitry Sablin, vicepresidente della Commissione Difesa della Duma di Stato, ha detto all’agenzia di stampa russa Tass che la Russia sta cambiando il suo approccio alla logistica e che quindi sono necessarie soluzioni tecnologiche moderne per il successo della guerra.
Mosca ritorna alle accuse di ‘nazismo’ contro Kiev
Mosca si sta preparando anche ad un’offensiva mediatica rispolverando le accuse di ‘nazismo’ contro i vertici ucraini. Il capo del Comitato investigativo russo, Aleksandr Bastrykin, ha dichiarato in un’intervista all’agenzia di stampa Tass che sarebbero state raccolte prove del coinvolgimento dei vertici militari e politici dell’Ucraina nel genocidio della popolazione russofona del Donbass e che quasi 700 militari ucraini, di cui circa 120 sono comandanti e leader delle forze armate ucraine e del Ministero della Difesa sono stati accusati dell’uso di mezzi e metodi di guerra proibiti.
“La Transnistria deve essere smilitarizzata”
La Transnistria deve essere smilitarizzata, ha detto il neoeletto primo ministro moldavo Dorin Recean e le truppe russe dovrebbero essere cacciate dalla Transnistria, dopodiché gli abitanti della regione dovrebbero essere integrati economicamente e socialmente