(ANSA) – PADOVA, 21 FEB – Il Crocifisso, Il Miracolo della
Mula e l’Imago Pietatis di Donatello, opere del maestro
fiorentino custodite alla Basilica del Santo di Padova, sono ora
protagoniste della grande mostra al Victoria and Albert Museum
di Londra, intitolata “Sculpting the Renaissance” (Scolpire il
Rinascimento).
Si tratta dell’ultima tappa del ciclo di tre appuntamenti con
la scultura di uno dei grandi protagonisti dell’arte italiana.
Le precedenti occasioni erano state, con il titolo di “Donatello
– L’Inventore del Rinascimento”, a Firenze (Palazzo Strozzi e al
Museo Nazionale del Bargello, curata da Francesco Caglioti) e ai
Musei Nazionali di Berlino, a cura di Neville Rowley,
responsabile di arte italiana antica e della relativa collezione
di scultura presso la Gemäldegalerie, insieme allo stesso
Caglioti, Laura Cavazzini e Aldo Galli.
La mostra ha vinto l’Apollo Award negli Stati Uniti come la
migliore del 2022 a livello mondiale, ed è stata ritenuta in
assoluto la migliore dell’anno anche da Il Giornale dell’Arte.
A Londra la curatrice è Peta Motture, che ha potuto integrare il
percorso espositivo con altre opere, provenienti dalle
collezioni britanniche, e con una nuova narrazione. Ad esempio,
il Miracolo della Mula è stato accostato ad un disegno
preparatorio della Cappella Ovetari di Andrea Mantegna, dal
British Museum.
Per la prima volta le nuove sale espositive del Victoria and
Albert Museum hanno utilizzato, oltre all’impianto di
illuminazione, anche i finestroni aperti alla luce naturale,
opportunamente filtrata, per valorizzare ulteriormente le
sculture in tutti i loro particolari. “L’idea di fondo che
caratterizza questa mostra è quella di aprire una discussione su
quali collaborazioni avesse Donatello, in relazione alla sua
capacità di innovazione e alla sua ispirazione artistica –
racconta la curatrice Peta Motture -. In questo percorso il
ruolo di Padova è assolutamente cruciale. Quando si trasferisce
in città nel 1443, restandoci per un decennio, raggiunge il
vertice della sua evoluzione artistica e del suo impatto
nell’arte di tutta l’Italia settentrionale”. (ANSA).