“Le armi stanno parlando ora, ma alla fine sappiamo tutti che la via della diplomazia e della responsabilità è la strada per una pace giusta e sostenibile. Una pace in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”. “Dobbiamo impedire un’ulteriore escalation, dobbiamo tutti incoraggiare ogni sforzo significativo per porre fine allo spargimento di sangue e, finalmente, dare alla pace una possibilità”, ha aggiunto Guterres.
“La vita è un vero inferno per il popolo ucraino. Si stima che 17,6 milioni di persone – quasi il 40% della popolazione – abbiano bisogno di assistenza e protezione umanitaria, il 30% dei posti di lavoro prebellici sono stati cancellati. E la guerra ha scatenato una crisi di sfollamento che non si vedeva in Europa da decenni, con più di 8 milioni di rifugiati ucraini registrati in tutta Europa, oltre a circa 5,4 milioni di sfollati interni”, ha detto ancora il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, aggiungendo anche che più della metà dei bambini ucraini sono stati costretti ad abbandonare le loro case.
“L’Ucraina resisterà come ha fatto finora, l’Ucraina vincerà, e Putin perderà prima di quanto pensi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, in Consiglio di Sicurezza Onu, invitando ad agire “unitamente e rapidamente”.
“Nel breve termine l’Ucraina deve ristabilire la sua sovranità e integrità territoriale all’interno dei confini internazionalmente riconosciuti. Nel lungo termine la giustizia deve essere servita”, ha detto ancora il ministro degli Esteri di Kiev che poi ha “ribadito la richiesta di istituire un tribunale speciale per l’aggressione russa dell’Ucraina”.
“Più continuerete ad attaccarci, più saremo determinati a resistere e più umiliante sarà la sconfitta” della Russia.
Il Consiglio di Sicurezza Onu per la riunione sull’Ucraina ha vissuto anche momenti di tensione. L’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha preso la parola criticando il fatto che il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, abbia avuto la parola subito dopo l’intervento del segretario generale Guterres, prima dei membri del Consiglio. “Non abbiamo niente in contrario a che l’Ucraina intervenga, ma dopo i membri del Consiglio di sicurezza”, ha aggiunto. La presidenza maltese ha spiegato che visto che l’incontro è in occasione del primo anniversario della guerra in Ucraina “abbiamo ritenuto giusto di dare la parola per prima” a Kiev.
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha osservato due distinti minuti di silenzio, il primo su proposta del ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, per le vittime del suo Paese e il secondo su richiesta dell’ambasciatore russo alle Nazioni Unite, Vassily Nebenzia, per quelle della Russia in Ucraina dal 2014.
Al termine del suo intervento, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, chiede di osservare un minuto di silenzio. I ministri e gli ambasciatori riuniti intorno al tavolo si alzano in piedi, ma l’ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Vasily Nebenya, li interrompe battendo sul microfono per chiedere la parola. E, tra l’imbarazzo dei presenti, il diplomatico, che era rimasto seduto, dice: “Ci alziamo in piedi per onorare la memoria di tutte le vittime di ciò che è accaduto in Ucraina, a partire dal 2014. Di tutti coloro che sono morti. Tutte le vite hanno un prezzo”. Poi Nebenya invita con un gesto ministri e ambasciatori, esitanti, ad alzarsi per osservare il minuto di silenzio.
Quello cinese “non è un piano di pace, è un documento di intenzioni, dove Pechino illustra tutte le sue posizioni che sono note dall’inizio”. Lo ha detto l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri dell’Ue, Josep Borrell, all’Onu. “Per essere un piano di pace dovrebbe essere un testo che si può attuare”, ha aggiunto, e “per essere credibile deve essere condiviso con entrambe le parti: la Cina deve andare a Kiev e parlare con Zelensky come ha parlato con Putin. Inoltre non può mettere sullo stesso piano aggressore e aggredito”.
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