(ANSA) – ROMA, 24 FEB – L’idea portante della nuova
collezione Mila Schon presentata a Milano è quella di una moda
come distillato di un pensiero che attraversa le pratiche
artistiche o architettoniche più che quelle di una creatività
volatile, condannata a un perenne cambiamento. La scelta di un
intellettuale del vestire come Marc Audibet, direttore creativo
di Mila Schon da fine gennaio, per vivificare l’eredità
concettuale della fondatrice della maison, è sembrata la più
naturale e coerente per i tanti punti di connessione tra i due
creatori. Nella cabina di regia del rilancio del marchio, non
c’è solo Itochu, dal 1992 proprietario del brand, ma un pool di
investitori italiani che attraverso la newco Cofedo, ha siglato
una partnership con il gruppo giapponese per la gestione
creativa, operativa e strategica della maison italiana, fondata
a Milano nel 1958. Ceo di Cofedo è Guido Formilli Fendi (membro
della famiglia fondatrice di Fendi); presidente è Barbara
Gabarrini Confalonieri. “Come me, Mila ha voluto un guardaroba
per una clientela internazionale, esigente e raffinata. I suoi
modelli avevano la semplicità dell’evidenza, tagli rigorosi e
generosi che offrono benessere anche allo spirito, che a sua
volta contribuisce alla libertà del corpo. L’influenza dell’arte
moderna la portò a pensare capi moderni, efficaci, nel segno di
una bellezza intelligente” riflette Audibet, che in passato ha
lavorato per maison di primo piano come Hermès, Prada e
Salvatore Ferragamo, noto nel settore per le sue ricerche sui
tessuti stretch. Entrambi i creativi hanno pensato al comfort e
a nuove formule di eleganza attraverso lo studio d’innovativi
materiali e lavorazioni: le fibre stretch in versione mono e
double face inventate da lui come il mitico double concepito da
lei, viaggiano in parallelo con l’ostinata ricerca di un design
che manifesta una felice relazione tra fisicità e abbigliamento.
Eleganza come linea: questo il loro comune, incancellabile,
contributo. A prova che le buone idee, nel design ma non solo,
resistono al tempo e alle stagioni. La loro è una ricerca che si
nutre di ‘riduzionismo’ e consiste nella scomposizione di un
fenomeno complesso nei suoi elementi costitutivi. (ANSA).