Italrugby ancora a secco di vittorie in questa edizione del torneo, mentre gli ‘Shamrocks’, attualmente in vetta al ranking mondiale, dominano la classifica a punteggio pieno, dopo aver battuto nei primi due turni Galles e Francia.
Era questa, forse, la partita più difficile da giocare. Gli azzurri ci hanno provato, riuscendo anche a mettere in difficoltà gli avversari. I nostri lottano con le unghie e con i denti, riescono a tenere testa agli irlandesi ma alla fine devono arrendersi, subendo la terza sconfitta su tre partite giocate del Sei Nazioni 2023. I verdi si confermano, dunque, i numeri uno al mondo anche se l’Italia ha dimostrato una fede incrollabile e un coraggio immenso, disputando metro per metro. Per gli azzurri mete di Varney e Bruno, con due trasformazioni di Garbisi, che ha trasformato anche due calci di punizione. Cinque le mete degli ospiti, che hanno sfruttato alcune debolezze nella nostra difesa. Gli azzurri perdono terreno e poi lo riconquistano senza mai arrendersi, neanche quando le forze sembrano finire.
Una sconfitta con onore, potremmo dire, contro la prima squadra al mondo. Un match di alto livello sin dall’inizio, di fronte ad un pubblico di cinquantamila persone, in uno stadio Olimpico particolarmente entusiasta.
Italia – Irlanda, Guinness Six Nations Rugby Championship a Roma
“Di sicuro abbiamo pagato molto caro un atteggiamento non corretto nel primo quarto. In particolare abbiamo coinvolto troppi giocatori nel breakdown, con conseguenze sulla qualità difensiva all’esterno, e questo mi spiace molto perché è stato qualcosa su cui abbiamo lavorato molto preparando la partita”. Queste le parole del ct dell’Italrugby, Kieran Crowley, dopo la sconfitta dei suoi ragazzi all’Olimpico, “Varney? Crediamo fortemente nel suo valore ed anche oggi ha eseguito benissimo il piano di gioco che avevamo concordato, disputando un grande match – prosegue il coach della Nazionale – Il placcaggio al collo su Capuozzo di McCloskey? Cosa posso dire, l’arbitro ha fatto la sua valutazione, posso pensarla a modo mio, ma questo non conta nulla e quindi non ho altro da aggiungere. Il rugby a questi livelli è un gioco di dettagli, equilibri sottili che determinano l’andamento dei risultati. Se ho pensato di poter vincere contro la prima nel ranking mondiale? Sì, certo, eravamo in partita e la squadra stava facendo una grande prestazione, ci credevo io come ci credevano i ragazzi in campo”, conclude Kirwan.
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