(ANSA) – MILANO, 26 FEB – L’intimità di un salotto o, ancora
di più, quella del trucco, un momento squisitamente femminile e
personale. E’ l’atmosfera che si respira alla sfilata di Giorgio
Armani per il prossimo inverno, aperta da modelle che conversano
accanto a un divano e chiusa da un gesto tanto quotidiano quanto
seducente, quello di una donna che si sistema il trucco
guardandosi allo specchio.
Perché il momento del maquillage – da cui vengono i colori
della collezione per il prossimo inverno – è tanto personale e
raccolto quanto il sentimento che pervade questa collezione, che
sembra suggerire “l’intimità – si legge nelle note – come
antidoto a un momento di eccessi teatrali”. E lo si capisce da
subito, non solo perché Giorgio Armani sceglie nuovamente di
accogliere i suoi ospiti nel piccolo teatro di via Borgonuovo
21, ma perché oltrepassando la soglia di palazzo Orsini, tra
marmi e stucchi, si viene subito accolti in una dimensione
domestica, evocata dai cuscini di un divano. Un racconto in
interni all’insegna di una soave domesticità e di un guardaroba
fluido e prezioso. Questa è una donna che “si è vestita – spiega
dopo lo show Giorgio Armani – con molta cura e attenzione, con
il piacere di vestirsi”.
Una donna che sceglie la “cosmetica d’inverno, vestita dei
colori che usa normalmente sul viso, dal rosa leggero baby a
quello più sabbia bagnata”. Colori ‘cosmetici’, appunto, e pieni
di grazia, dispiegati su forme fluide, che seguono il corpo e il
movimento: abiti come pigiami, scialli di velluto con lunghe
frange, gonne di seta, pantaloni trasparenti, pullover, cappotti
di cashmere con colli di maglia a coste, giacche allungate e
lunghi abiti di raso, ma anche piccoli top e sottane di tulle
ricamato.
Tutto all’insegna di quella discrezione che è da sempre la
cifra di Giorgio Armani. A lui, che ha cambiato la moda, oggi è
stato chiesto come invece la moda ha cambiato lui: “la moda è
stata un affare, non solo economico, è stata un impegno
notevolissimo, soprattutto – sottolinea – perché ho tenuto fermo
il mio principio, che la moda è fatta per le donne e non per i
giornali”. (ANSA).