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Un sondaggio effettuato da Skuola.net su 1.800 alunni delle superiori ha rilevato che il 40% degli episodi a cui gli studenti hanno assistito sono stati ripresi con il telefonino e, spesso, sono stati addirittura “studiati” o esasperati per creare video da condividere sui social Prof nel mirino degli studenti: un fenomeno tutt’altro che isolato.
I casi di cronaca che, periodicamente, segnalano delle vere e proprie “aggressioni” contro gli insegnati da parte dei loro alunni potrebbero essere soltanto la punta dell’iceberg, la manifestazione più evidente di dinamiche molto più presenti nella quotidianità delle nostre classi.

A evidenziarlo è una recente rilevazione effettuata dal portale Skuola.net – su un campione di 1.800 ragazze e ragazzi delle scuole superiori – secondo cui, soltanto dall’inizio di quest’anno scolastico, circa 1 studente su 5 dice di aver assistito a uno scontro frontale tra un suo compagno e il professore di turno mentre si trovavano in classe. In un caso su tre si tratta addirittura di episodi sistematici e non isolati. Una platea che si ingrossa ulteriormente se consideriamo anche i passati anni scolastici: in pratica, 1 alunno su 3 almeno una volta nella sua carriera di studente ha dovuto fare i conti con manifestazioni di violenza da parte di un alunno della propria classe, rivolti all’indirizzo di un docente in cattedra. In buona sostanza, numeri alla mano, quest’anno gli episodi registrati sono stati di gran lunga superiori che in passato. Se ciò non bastasse, ad aggravare ulteriormente la situazione, ci si mette anche il tenore di queste azioni.

IL GRAFICO

E’ vero che nella stragrande maggioranza dei casi (70%) si tratta di aggressioni che si fermano sul piano verbale – insulti, risposte fuori luogo, proteste rumorose – ma è comunque enorme il dato di coloro che riportano anche di episodi molto simili a una lite da bar: il 18% racconta soprattutto di aggressioni “fisiche” (lancio di oggetti, faccia a faccia, mani addosso, ecc.) e un ulteriore 12% denuncia un mix tra parole pesanti e affronti a corta distanza. Inoltre, in analogia con gli episodi di bullismo scolastico, di solito viene preso di mira un solo docente: così racconta il 64% degli studenti che a scuola hanno assistito agli attacchi verso i professori. Sembra, dunque, che per le nuove generazioni di studenti la figura dell’insegnante abbia perso quell’aura di inviolabilità che da sempre questa ha portato con sé. Anche se, forse, il più delle volte alla base potrebbero non esserci profondi dissidi personali ma la voglia di “dare spettacolo”.

L’era digitale, in questo, potrebbe averci messo lo zampino. Ben il 40% dei ragazzi che hanno condiviso episodi violenti dice che durante lo svolgersi dei fatti qualcuno si è occupato di riprendere la scena. E, tra loro, oltre l’80% sostiene che spesso e volentieri la “sfida” è stata creata o perlomeno resa più scenografica proprio per essere filmata. Il che spiega pure perché, poi, puntualmente quelle immagini finiscono su un social network, a disposizione di una platea allargata (56%), oppure su un chat scolastica (20%) o di classe (16%). Dinamiche che danno l’idea di quanto il fenomeno sia sottostimato. Anche perché, spessissimo, sono gli stessi docenti a contenere la questione dentro le quattro mura della classe. Stando ai racconti degli studenti, la soluzione più adottata – così nel 60% dei casi – è stata il provvedimento “interno”: una nota sul registro o qualcosa di simile. In 1 caso su 4 i prof hanno preferito addirittura subire in silenzio per non dare troppo risalto alla cosa e, al massimo, hanno alzato la voce. Solo nel 15% dei casi il docente ha coinvolto la presidenza. Ed è qui che, eventualmente, sorgono i problemi: in 2 casi su 3 si è arrivati alle punizioni severe, come la sospensione, lavori socialmente utili o il coinvolgimento della famiglia. Genitori che, però, in genere solamente poche volte (22%) si schierano apertamente dalla parte dell’insegnante.

La maggior parte (49%) vuole prima valutare il caso e un preoccupante 29% tende ad appoggiare il figlio a prescindere. Allo stesso modo, quando si verificano questi episodi, gli altri studenti non fanno granché per arginare il problema: solo in 1 caso su 5 il grosso della classe ha preso le parti del docente, in 1 caso 3 ha persino alimentato la cosa sostenendo l’aggressore, nel resto dei casi ha osservato senza fare nulla. Segno che, continuando a sottovalutare la questione, si rischia soltanto di far degenerare la situazione più di quella che già è. Di fronte a questo scenario, ai prof che sono vittime di atti del genere, per il momento non resta che difendersi con l’unica arma che hanno in mano, ovvero vendicarsi con verifiche e interrogazioni più severe del dovuto: avverrebbe, secondo gli studenti, in 2 casi su 3.

“Facile dare la colpa ai giovani se alle scuole superiori gli episodi di violenza, fisica o verbale, verso i docenti sembrano aver raggiunto i massimi mai registrati. Sicuramente sarà utile aiutarli a riflettere su un uso ponderato degli smartphone a scuola, visto che in quasi metà dei casi gli episodi vengono ripresi e non casualmente, anzi sono creati ad arte proprio per quello scopo. Tuttavia non possiamo dimenticarci il ruolo e la responsabilità degli adulti di riferimento, che spesso sono i primi ad alimentare la dipendenza da smartphone fin dai primi mesi di vita dei propri figli o a sostenere gli studenti. O destituire di autorità la figura dei docenti. E anche qui bisognerebbe aprire un capitolo forse alquanto impopolare: non è un caso che, a parità di contesto, gli episodi di sopraffazione tendano a concentrarsi su un solo docente. Chi sale in cattedra dovrebbe essere non solo supportato da una governance scolastica adeguata, non solo dall’Avvocatura dello Stato, ma anche da una formazione specifica sulla gestione dei gruppi in età adolescenziale”, commenta così i dati Daniele Grassucci, direttore di Skuola.net.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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