L’opera è stata presentata dalla casa londinese a partire da una base di 28 milioni di sterline (pari a 33,8 milioni di euro), nella notte di mercoledì 1 marzo, per poi essere aggiudicata al telefono da un cliente di cui non è stata resa nota l’identità.
Il prezzo da guinness dei primati è dovuto al fatto che le opere di Kandinsky sono raramente disponibili sul mercato, dato che la maggior parte di esse è ospitata nelle principali collezioni museali di tutto il mondo.
Si tratta di un record annunciato, dato che poche settimane fa gli esperti della stessa casa d’aste avevano definito il Murnau mit Kirche II uno dei più importanti dipinti del pittore di origine russa: la cifra per cui è stato comprato è riuscita a battere persino quella a cui venne venduto nel 2017 il Bild met Weissen Linien, sempre a firma di Kandinsky, a 33 milioni di sterline.
Quella aggiudicatasi dal misterioso compratore si presenta come un’opera che evidenzia il profondo momento di trasformazione vissuto da Wassily Kandinsky nel momento della sua creazione. Una pietra basilare della sua produzione che, da quel momento in poi, segnerà gli inizi del rivoluzionario linguaggio astratto che sarebbe stato alla base del resto della carriera del pittore.
La storia dietro al quadro
Poco dopo la sua realizzazione, l’opera fu acquistata da Johanna Margarete e Siegbert Samuel Stern: i due, cofondatori di un’azienda tessile di successo, formavano la coppia per antonomasia al centro della sfavillante vita culturale della Berlino degli anni Venti, in una cerchia che comprendeva nomi del calibro di Thomas Mann, Franz Kafka e Albert Einstein.
I coniugi, appassionati d’arte, realizzarono una delle più importanti collezioni moderne di arte pittorica, composta da oltre 100 dipinti e disegni che spaziavano dagli antichi maestri olandesi a opere molto più recenti e innovative di Pierre-Auguste Renoir, Lovis Corinth, Odilon Redon, Max Liebermann, Edvard Munch e Max Pechstein.
Ma l’ascesa al potere dei nazisti cambiò tutto: Johanna Margarete, rimasta vedova da poco, fu costretta a fuggire dalla Germania per poi finire stritolata nelle maglie dell’Olocausto e la collezione d’arte fu confiscata e poi andata dispersa.
Risale a poco meno di dieci anni fa la scoperta dell’esistenza del Murnau mit Kirche II, scovato quasi per caso al Van Abbemuseum di Eindhoven, nei Paesi Bassi, dove risultava appeso dal 1951.
Ulteriori ricerche della collezione della famiglia Stern saranno finanziate dal ricavato della vendita del quadro, oltre a essere suddivise tra i tredici eredi Stern superstiti che hanno commentato così la vendita: “Se nulla può cancellare i misfatti del passato, il ritorno di questo dipinto che tanto ha significato per i nostri bisnonni ha per noi un significato immenso, in quanto è un riconoscimento e chiude in parte una ferita rimasta aperta attraverso le generazioni”.
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