Francoforte non vuole legarsi le mani e ribadisce l’approccio del “decideremo di volta in volta”. Ma la puntualizzazione del numero uno dell’Eurotower di fatto accende le speculazioni su cosa verrà deciso a maggio: se sarà ritenuta sufficiente una stretta da 25 punti base, o se si opterà per un’altra manovra aggressiva da mezzo punto. Una mossa da falco sembrerebbe ora più condivisa all’interno del board – con il mercato che ipotizza il picco del ciclo rialzista dei tassi al 4% – tenuto conto che dalle minute emerge una marcata preoccupazione per l’inflazione di fondo nell’Eurozona, salita a sorpresa dal 5,3% al 5,6% a febbraio, mentre si sottolinea come il calo del prezzo del gas e la riapertura dell’economia cinese rendano “meno probabile una recessione tecnica”. “L’economia dell’area dell’euro si trova ora in una situazione migliore”, viene spiegato nelle minute, e il Consiglio direttivo potrebbe abbattere “l’inflazione senza sacrifici eccessivi in termini di attività economica”.
Per di più ” si è generalmente ritenuto che fossero prematuri i timori” per le ricadute di “una stretta eccessiva”. In questo quadro, il Consiglio direttivo “dovrebbe mantenere la rotta aumentando significativamente i tassi di interesse a un ritmo costante e mantenendoli a livelli sufficientemente restrittivi da garantire un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo di medio termine del 2%”, viene chiarito nelle minute ribadendo “l’intenzione di alzare i tassi di interesse di altri 50 punti base alla prossima riunione” . In contemporanea, la Bce lancia il piano di riduzione del bilancio (quantitative tightening) che a tutt’oggi annacqua gli effetti del rialzo dei tassi per liberarsi delle centinaia di miliardi di bond comprati negli anni : “l’ampio stock di attività acquisite con il quantitative easing continua a fornire un significativo accomodamento di politica monetaria”, e “potrebbe essere in contrasto con i nostri sforzi per riportare l’inflazione al nostro obiettivo del 2% in modo tempestivo” avverte Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della Bce, rimarcando come la dimensione attuale del bilancio sia “più ampia del necessario per attuare efficacemente la politica monetaria della Bce” e che quindi il quantitative tightening – che partirà a marzo con una riduzione di acquisti bond al ritmo di 15 mld al mese – “ridurrà gradualmente questo impatto accomodante” integrando la politica restrittiva della Bce.