(ANSA) – ROMA, 03 MAR – Il celebre pianista iraniano Ramin
Bahrami, esule con la famiglia dopo la scomparsa del padre in
circostanze mai chiarite fino in fondo nei primi anni del regime
iraniano, pubblica un EP con tre brani dedicato alle proteste
del popolo iraniano, con il proposito di contribuire a una
maggiore sensibilizzazione del mondo occidentale su quanto sta
succedendo.
“Non molti anni fa Paul McCartney, fantastico artista cui non
oso paragonarmi, dedicò una bellissima canzone alla lotta al
razzismo nel nome di una convivenza serena tra le persone di
colore diverso – dichiara Bahrami -. Non vi è alcuna ragione
perché nel mondo razze, culture, popoli, religioni e sessi
differenti non possano convivere pacificamente. Le differenze
sono preziose. È un momento tremendo, in cui ai tanti focolai di
guerra nel mondo se ne è aggiunto uno in Europa. Certo, è
terribile vedere ciò che sta succedendo non lontano da noi, ma
la tragedia russo – ucraina non deve farci dimenticare tante
altre situazioni che la gente tende a rimuovere, anche
involontariamente”.
Il pianista ribadisce come “ciò che sta succedendo in Iran è
terribile, con migliaia di donne e uomini che subiscono da
troppi anni una repressione cruenta e inaccettabile: non
possiamo dimenticarlo, perché le sofferenze del popolo iraniano
che domanda la libertà non sono diverse da quelle del popolo
ucraino o russo”.
“Da musicista e da iraniano, con questo progetto desidero
solo ricordare come le nostre culture non siano così lontane, e
la musica iraniana possa affiancare in perfetta armonia e
dignità quella dei grandi compositori della storia europea”.
Bahrami spiega poi che “il brano di Anoushiravan Rohani, che
fin da ragazzo ascoltavo ed è molto noto in Iran, ha nel suo
titolo un valore per me altamente simbolico. L’auspicio è che
dalle pietre possano nascere fiori, che il popolo iraniano possa
finalmente godere della libertà e della pace dopo tante
sofferenze e che tutti possano conoscere questa nazione per ciò
che è. Eseguirò questo brano d’ora in poi in tutti i miei
prossimi concerti, perché tutti, anche solo per un attimo,
possano riflettere e ricordare la lotta del popolo iraniano per
un mondo migliore”. (ANSA).