(ANSA) – ROMA, 04 MAR – “Il bilancio del superbonus per lo
Stato è ben lungi dal pareggio: su una spesa di 68,7 miliardi,
ne sono rientrati, sotto forma di maggiori imposte e contributi
sociali, poco meno di 14”. Lo scrive l’Osservatorio conti
pubblici italiani (Cpi) sul suo sito.
“Secondo i dati dell’Enea – scrive l’Osservatorio Cpi -, il
superbonus 110%, dal momento della sua introduzione (luglio
2020) fino a dicembre 2022, è costato 68,7 miliardi e ha
attivato 62,5 miliardi di investimenti. Nel dibattito pubblico,
questi dati sono stati utilizzati per sostenere che il
superbonus 110% ha sorretto l’economia in questi anni; alcuni
hanno addirittura argomentato che l’impulso all’economia sarebbe
stato tanto forte da generare un gettito fiscale dello stesso
ordine di grandezza della spesa sostenuta dallo Stato, e che
dunque il superbonus si sarebbe autofinanziato”.
Secondo l’Osservatorio Cpi “nella migliore delle ipotesi, il
superbonus ha contribuito ad incrementare la crescita del Pil
dello 0,5 per cento nel 2021 (su una crescita totale del 7 per
cento) e dello 0,9 per cento nel 2022 (su una crescita totale
del 3,7 per cento). Si tratta di incrementi importanti, ma non
tali da consentire di attribuire al superbonus il grande
rimbalzo dell’economia italiana dopo le chiusure del 2020”.
“La riclassificazione di alcuni bonus decisa da Istat, in
base ai criteri definiti da Eurostat – conclude l’Osservatorio
-, ha peggiorato il deficit degli anni dal 2020 al 2022, ma,
anche in virtù del blocco deciso dal governo, migliora il
deficit tendenziale del 2023 e degli anni successivi”. (ANSA).