Il ferrarista: ‘Eppure in qualifica eravamo vicini’ (ANSA)
Se non una resa, il riconoscimento di una supremazia abbastanza netta. Il monegasco è apparso demoralizzato, perdendo ulteriori certezze. Già in mattinata i presagi non erano stati buoni, dal momento che sulla sua Ferrari erano stati installati una nuova centralina elettrica e una nuova batteria: due interventi che non prevedono penalità, ma danno l’idea della situazione. Per studiare, e possibilmente capire, il problema tecnico che ha fermato la Ferrari ci sarà tempo; resta il fatto che il prologo della stagione iridata per la casa di Maranello è stato disastroso. Piccola consolazione il quarto posto dello spagnolo Carlos Sainz Junior, che ha rintuzzato gli assalti del pluridecorato britannico Lewis Hamilton, conservando il piazzamento che lo pone ai piedi del podio. Forse ogni anno ci si aspetta troppo dalla Ferrari, e probabilmente l’errore sta tutto qui. La partenza è stata positiva per Leclerc che si è insediato al secondo posto, alle spalle di Verstappen: l’olandese, dopo qualche giro, era già in fuga per la vittoria. Bravo Leclerc a scavalcare la Red Bull di Perez e a tenere accesa la speranza dei tifosi della Ferrari. Alonso, prima è stato infilato da Hamilton, poi toccato da Stroll: non ha avuto conseguenze, la vettura dello spagnolo, che ha rialzato la testa e ha cominciato a premere seriamente sull’acceleratore, dall’alto dei suoi 41 anni suonati e di un’esperienza invidiabile.
“Il degrado rispetto alla Red Bull non era buono, dobbiamo ripartire da qui e fare del nostro meglio per risolvere la situazione nelle prossime settimane. (ANSA)
Prima di cominciare la rimonta, l’ex ferrarista è stato superato anche da Russell, pagando il prezzo per la scarsa aderenza dovuta al contatto precedente. Verstappen ha cominciato a spiccare il volo, fra un cambio gomme e una sgasata: in una decina di giri ha inflitto 8″ di distacco alla Ferrari. Si è subito avvertita la superiorità della vettura del campione iridato nel passo gara, assolutamente fuori dalla portata degli avversari. Le Ferrari, che si sono fermate contemporaneamente, hanno optato per la gomma dura e, poco dopo, la Red Bull è passata alla ‘soft’. Dettagli che hanno certificato il dominio Red Bull. La seconda sosta è stata fatale a Leclerc che si è fermato poco dopo e, a capo chino, delusissimo, ha lasciato la vettura parcheggiata a bordo pista. Finale amaro di un Gran premio che doveva permettergli di lanciare un messaggio preciso e diretto al rivale olandese. Invece, ancora una volta, dalle parti di Maranello, si dovrà indagare e capire, ma soprattutto trovare l’affidabilità giusta in vista del secondo appuntamento stagionale, in Arabia Saudita il 19 marzo.