(ANSA) – ROMA, 06 MAR – In occasione della giornata
internazionale dei diritti della donna, l’Oratorio di San
Filippo Neri, nell’ambito della programmazione del LabOratorio,
curata da Mismaonda con la Fondazione del Monte di Bologna e
Ravenna, da mercoledì 8 marzo a venerdì 10 marzo dalle 18 alle
21, ospiterà la video installazione femminile, plurale, Ritratto
continuo dell’artista Francesca Montinaro.
”Ritratto continuo è un’opera potenzialmente infinita che
invita ad essere esemplari, ad essere corpo, presenza e
azione”, dichiara l’artista. ”Ritratto Continuo affida al
tempo, allo sguardo e al gesto – continua Montinaro – il
divenire di centinaia di donne, un gesto primario che racconta
del fare per vivere, e assumersi la responsabilità delle
conseguenze. Corpo del re-agire ad un sociale spesso
difficile”.
Ritratto Continuo indica una ricerca di relazione che dal
singolo si sposta alla comunità, e il modello numerico
3.375.020.000 è la cifra approssimativa di donne nel mondo.
Il lavoro di Francesca Montinaro – artista e grande scenografa –
è presentato da Marina Timoteo, giurista comparatista, e
Gianluca Cingolani, anch’egli artista, che nei rispettivi
percorsi professionali lavorano sui temi dei linguaggi e della
scrittura. La video installazione di Montinaro è frutto di sei
anni di progettazione e ricerca. Si sviluppa su 6 schermi a
visione simultanea e si compone di centinaia di video. Nel
silenzio ieratico di una performance di 90 minuti, lentamente,
le protagoniste sono immerse in un rituale ipnotico e continuo,
sedute su una sedia girevole, si svelano con fiducia all’occhio
di chi guarda. Un messaggio di vita forte per una ricorrenza
significativa raccolto con piacere anche dalla presidente della
Fondazione del Monte, Giusella Finocchiaro: ”Da alcuni anni
abbiamo deciso di porre il tema di genere al centro di una
riflessione estetica e culturale fortemente intrecciata alla
critica del presente – ha commentato Finocchiaro. Il messaggio
che traspare da questo lavoro è proprio questo: l’arte può
concretamente dischiudere gli spazi e allargare la visione su un
mondo, quello femminile, e innescare riflessioni, oggi sempre
più necessarie, attraverso la potenza evocativa dell’arte”.
(ANSA).