La campagna di promozione del brand Irpinia è iniziata con una masterclass al ristorante Il Gattopardo sui vini irpini tenuta dalla wine educator Susannah Gold sui tre principali vitigni autoctoni, Fiano di Avellino, il Greco di Tufo e Irpinia Aglianico. Il secondo appuntamento è stato ‘Italian Table Talk’ una serie di discussioni organizzate dal Gruppo Ristoratori Italiano, presieduto da Gianfranco Sorrentino, focalizzata su temi e argomenti relativi alla cucina e ai vini italiani e al settore della ristorazione e dell’ospitalità. Il focus è stato appunto il territorio irpino.
Il terzo appuntamento sarà mirato ad un pubblico più giovane e si terrà il 7 marzo nella pizzeria Ribalta dove si svolgerà un pizza party con blogger del settore per far conoscere la versatilità del vino irpino con appunto l’abbinamento come la pizza. “In Irpinia – ha detto all’ANSA Teresa Bruno, presidente del consorzio e titolare dell’azienda Petilia – si producono circa 10,5 milioni di bottiglie tra tipologie DOCG e DOC, per un valore mercato di 70 milioni di euro. Di questa produzione il 60% è destinata all’Italia, il 40% all’estero, di questo 40%, il 20% va negli Stati Uniti, il nostro primo mercato al di fuori dell’Europa. Dopo il Piemonte siamo la seconda regione per numero di DOCG”.
“Per il passato – continua la vice presidente del consorzio Ilaria Petitto, titolare dell’azienda Donnachiara – siamo stati penalizzati da una mancanza di marketing del nostro territorio, il nostro brand è stato oscurato da altre località campane come la Costiera Amalfitana, Sorrento o Pompei. Inoltre all’estero la ristorazione ha spinto per vini di altre regioni più conosciute e senza contare anche il fatto che la viticoltura di qualità è nata tardi in Irpinia rispetto ad altre regioni italiane. Ora per la prima volta facciamo sistema per farci conoscere al di fuori dei nostri confini”.
“Siamo qui a New York – conclude Ferrante di Somma, rappresentante del consorzio nonché titolare delle Cantine di Marzo, tra le più antiche della Campania – per far conoscere un tesoro nascosto attraverso i nostri vini, siamo la nuova frontiera dell’enogastronomia italiana, con sapori unici, ad esempio per quanto riguarda i vini la presenza nel terreno di zolfi non di origine vulcanica esalta il gusto in modo da renderli versatili come pochi. Inoltre hanno una capacità di invecchiamento notevole e con gli anni sviluppano una complessità sempre maggiore”.