Il tweet della vergogna
“La realtà è che questo tizio (che è indipendentemente ricco) non lavora veramente, sostenendo come scusa che ha una disabilità che gli impedisce di usare la tastiere, ma ora sta allo stesso tempo twittando a tutto spiano”, aveva scritto Musk in un offensivo ed irato scambio con il dipendente, che è affetto da distrofia muscolare ed è sulla sedia a rotelle, accusandolo di aver cercato “il confronto pubblico per avere una sostanziosa buona uscita”.
Mentre lo scambio era in corso, Thorleifsson ha detto di aver ricevuto un’e-mail secondo cui non era più impiegato. Thorleifsson, che vive in Islanda, ha circa 141mila follower su Twitter (Musk ne ha oltre 130 milioni). È entrato a far parte di Twitter nel 2021, quando la società, sotto la gestione precedente, ha acquisito la sua startup Ueno. È stato lodato dai media islandesi per aver scelto di ricevere il prezzo di acquisto in salari piuttosto che in una somma forfettaria. Questo perché in questo modo pagherebbe tasse più alte all’Islanda a sostegno dei servizi sociali. Thorleifsson ha scritto a Musk che “il motivo per cui te l’ho chiesto in pubblico è perché tu (o chiunque altro su Twitter) non hai risposto ai miei messaggi privati”. “Avevi tutto il diritto di licenziarmi. Ma sarebbe stato carino farmelo sapere”, ha aggiunto. La prossima mossa di Thorleifsson? “Aprirò molto presto un ristorante nel centro di Reykjavik”, ha twittato. “Prende il nome da mia madre”.
Le scuse di Musk
Dopo le tantissime critiche ricevute, Elon Musk alla fine si è scusato e ha fatto anche marcia indietro sul licenziamento. “Vorrei scusarmi con Halli per aver frainteso la sua situazione, basandomi su cose che mi erano state dette e non erano vere o, in alcuni casi, vere ma non importanti. Ora lui sta considerando se rimanere a Twitter”, ha twittato il nuovo patron di Twitter.