È l’epilogo di un’altra giornata di proteste, con migliaia di manifestanti tornati a radunarsi nel pomeriggio sulla piazza antistante il Parlamento per protestare contro la legge sugli ‘agenti stranieri’, approvata ieri dall’assemblea in prima lettura. Lo riferisce l’agenzia russa Interfax. Prendendo la parola, Levan Khabeishvili, leader del partito di opposizione georgiano Movimento unito nazionale, ha fatto un appello per tenere manifestazioni quotidiane fino alla revoca della normativa e ha bruciato pubblicamente dei fogli su cui ha detto che era stampato il testo della legge.
Il Parlamento georgiano riprenderà il dibattito della legge sugli ‘agenti stranieri’, approvata ieri in prima lettura, solo tra “alcuni mesi”, quando avrà ottenuto il parere della commissione di Venezia del Consiglio d’Europa, a cui ha inviato la normativa. Lo ha detto il presidente del partito governativo Sogno georgiano, Irakli Kobakhidze, citato dall’agenzia russa Interfax.
L’opposizione georgiana non si fida e ha annunciato nuovi movimenti di piazza davanti al parlamento di Tbilisi. La legge approvata prevede che le organizzazioni non governative e i media indipendenti che ricevono oltre il 20% dei loro finanziamenti dall’estero si dichiarino ‘agenti stranieri’, circostanza che limiterebbe la loro libertà d’azione. L’opposizione teme un regresso democratico del Paese.
Kobakhidze ritiene che le accuse dell’opposizione di un collegamento diretto tra l’adozione della legge sugli agenti stranieri e la concessione alla Georgia dello status di candidato all’adesione all’Unione europea siano “speculazioni”.
Manifestanti vicino al parlamento georgiano a Tbilisi
“A partire dalle 15 (12 in Italia), i georgiani inizieranno a radunarsi in via Rustaveli e questo ogni giorno”, aveva annunciato il politico Nika Melia, del partito Movimento nazionale unito, dell’ex presidente incarcerato Mikhail Saakashvili. Tra loro anche gruppi della società civile.
In un comunicato comune, pubblicato sui rispettivi profili twitter, i ministri degli esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, lettone, Edgars Rinkevics, ed estone, Urmas Reinsalu, hanno espresso la loro preoccupazione per gli scontri avvenuti in Georgia e per il deficit di democrazia che sta investendo il paese. “La legge sugli agenti stranieri, approvata in prima lettura dal parlamento georgiano, pone serie domande sul futuro della democrazia in Georgia”, si legge nel comunicato. “Invitiamo il parlamento georgiano a perseguire il reale interesse dello stato e a respingere decisioni che si contrappongano all’aspirazione del popolo georgiano di vivere in uno stato democratico con lo sguardo rivolto all’Ue e alla Nato”.
“Forte preoccupazione per gli sviluppi in Georgia. Il diritto alla protesta pacifica è alla base di ogni democrazia. L’adozione di questa legge sull’ “influenza straniera” non è compatibile con il percorso dell’Ue auspicato dalla maggioranza dei georgiani. L’impegno per lo stato di diritto e i valori umani è la chiave del progetto dell’Ue”. Lo scrive in un tweet il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.
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