Tante le rivendicazioni delle migliaia di attiviste di “Non Una di Meno” e delle tantissime persone di ogni genere che sono scese in piazza in occasione della Giornata Internazionale della Donna: 37 appuntamenti, in altrettante città italiane.
A Roma, hanno sfilato in oltre 4 mila: un corteo partito da piazzale Ostiense a suon di musica per raggiungere largo Bernardino da Feltre. Durante la manifestazione – che è terminata davanti al ministero dell’Istruzione e del Merito per contestare le politiche educative del Governo – tanti gli slogan che hanno chiesto interventi per l’educazione sessuale e affettiva, contro le discriminazioni di genere e ogni forma di violenza anche economica nei confronti di donne e minoranze.
A Milano, oltre un migliaio di persone si sono riunite davanti alla stazione Centrale dove alcune performer si sono esibite in una danza “contro i valori del patriarcato”. In testa al corteo, lo striscione con su scritto: “Contro la violenza maschile sulle donne e di genere”. Cinque attivisti hanno acceso altrettanti fumogeni rossi davanti al palazzo della Regione Lombardia. Sul muro dell’edificio hanno appeso fogli con scritte contro la sanità regionale, tra cui: “Fontana, Conte, Gallera, Speranza, Guerra: non dimentichiamo i 45mila morti per Covid”, “la privatizzazione della sanità da parte della regione uccide” e “solo l’8,2% degli ospedali in Lombardia permettono l’uso della pillola Ru486”.
A Torino, la manifestazione è partita da piazza XVIII Dicembre – ha attraversato il centro – e ha raggiunto piazza Vittorio Veneto. Ad aprire il corteo lo striscione con la scritta “Se le nostre vite non valgono noi scioperiamo”. “Ci difendiamo insieme, tra sorelle, contro la violenza patriarcale e strutturale che ci opprime, contro una violenza che si perpetua in strada, nelle case – hanno detto durante gli interventi le femministe – Abbiamo bisogno di difenderci, anche se l’obiettivo è che sia l’uomo ad imparare a non uccidere, non molestare, non stuprare. E continueremo a lottare affinché la società cambi”. Oltre alla parità, tra le rivendicazioni, anche la mancanza di diritti per le donne in alcune parti del mondo, come in Iran. Durante il corteo le femministe hanno sventolato alcuni mazzi di chiavi: “A casa ci sentiamo sicure, fuori no”, hanno spiegato.
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